Il livello di sicurezza degli exchange di criptovalute è spesso altalenante, svela un recente studio

ICORating, piattaforma in rete dedicata all'analisi del settore delle criptovalute, ha recentemente pubblicato un resoconto sul grado di sicurezza degli exchange. Lo studio ha analizzato cento servizi con un volume giornaliero di scambi superiore ad un milione di dollari, assegnando un punteggio in base a fattori come protezione degli utenti, sicurezza dei protocolli e robustezza del codice, e stilando infine una classica.

È Coinbase Pro ad ottenere la prima posizione, con un valore di 89 punti. Alla seconda posizione troviamo invece Kraken, con un punteggio di 80. Valutazioni ben più scadenti invece per alcune delle piattaforme più popolari al mondo, come Binance (63), Bitfinex (43) e Bitstamp (37).

Più in generale, il 32% degli exchange presi in esame presenta errori nel proprio codice che potrebbero influenzare l'esperienza degli utenti e "portare ad anomalie nelle operazioni". Per quanto riguarda invece la sicurezza dei conti, il 41% delle piattaforme consente l'inserimento di password eccessivamente semplici, formate da appena otto caratteri. Il 3% addirittura non supporta alcun tipo di autenticazione a due fattori.

"Nessuno è mai totalmente protetto dalla perdita dei propri fondi in criptovalute. Gli utenti dovrebbero pertanto investire in monete affidabili, diversificare il proprio portfolio e utilizzare soltanto exchange attendibili", consiglia ICORating all'interno del resoconto. 

"Negli ultimi 8 anni sono stati hackerati circa 31 exchange di criptovalute, portando al furto di oltre un miliardo di dollari".

Ad agosto di quest'anno Coinbase ha presentato un brevetto per incrementare la sicurezza delle transazioni in Bitcoin (BTC), successivamente approvato dal Patent and Trademark Office degli Stati Uniti (USPTO).