Secondo un nuovo rapporto redatto dalla società di ricerca blockchain Chainalysis, il governo degli Stati Uniti potrebbe perdere la supervisione regolamentare del mercato delle stablecoin.
L'attività delle stablecoin si è svolta sempre più spesso attraverso entità non autorizzate negli Stati Uniti, sostiene Chainalysis nel suo ultimo rapporto relativo alle criptovalute in Nord America, pubblicato il 23 ottobre.
Stando ai risultati di Chainalysis, dalla primavera 2023 la maggior parte degli afflussi di stablecoin nei 50 maggiori servizi di criptovalute si è spostata da servizi con licenza statunitense a servizi senza licenza statunitense.
A giugno 2023, circa il 55% degli afflussi di stablecoin nei primi 50 servizi era destinato a exchange non autorizzati negli Stati Uniti, si legge nel rapporto.
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Lo studio suggerisce che il governo statunitense stia perdendo sempre più la sua capacità di supervisionare il mercato delle stablecoin, mentre i consumatori statunitensi rinunciano all'opportunità di impegnarsi con stablecoin regolamentate.
"Sebbene le entità statunitensi abbiano originariamente contribuito a legittimare e a dare vita al mercato delle stablecoin, un numero maggiore di utenti crypto persegue attività correlate alle stablecoin con piattaforme di trading ed emittenti con sede all'estero", conclude Chainalysis. L'azienda ha dichiarato che i legislatori statunitensi non dispongono ancora di una normativa sulle stablecoin, poiché il Congresso sta ancora esaminando proposte di legge correlate come il Clarity for Payment Stablecoins Act e il Responsible Financial Innovation Act.
Nonostante il decremento dell'attività delle stablecoin autorizzate negli Stati Uniti, il Nord America è emerso come il più grande mercato delle criptovalute, con una stima di 1.200 miliardi di dollari ricevuti tra luglio 2022 e giugno 2023. La regione ha rappresentato il 24,4% del volume globale delle transazioni durante il periodo, battendo le regioni dell'Europa centrale, settentrionale e occidentale, dove sono stati ricevuti circa 1.000 miliardi di dollari, sempre secondo il report.
Traduzione a cura di Walter Rizzo