Gli investitori e i trader di criptovalute hanno incassato 7,7 miliardi di dollari dalla stablecoin Tether (USDT): conseguentemente la sua capitalizzazione di mercato è diminuita del 7,8% negli ultimi sette giorni, arrivando a 76 miliardi di dollari.

L'importo prelevato dalla principale stablecoin è quasi il doppio rispetto ai 4,1 miliardi di dollari detenuti in contanti da Tether nelle sue riserve alla fine del 2021, stando all'ultimo report dell'azienda.

Per mantenere il proprio ancoraggio al dollaro statunitense, Tether sostiene USDT con asset come contanti, obbligazioni e buoni del Tesoro, al fine di rendere il prezzo della stablecoin fisso a 1$. L'azienda detiene un patrimonio complessivo di almeno 78,6 miliardi di dollari, di cui circa 4 miliardi – ovvero soltanto il 5% – in contanti.

Ma nonostante la "corsa agli sportelli" causata dal crollo della stablecoin algoritmica TerraUSD (UST), a seguito del quale numerosi investitori hanno liquidato le proprie criptovalute per paura di un collasso dell'intero mercato, sembra che Tether sia riuscita a mantenere quasi intatte le sue riserve.

Lo scorso giovedì, il panico del mercato ha fatto sì che USDT/USD venisse scambiato sotto i 0,99$ sui principali exchange. Lo stesso giorno Paolo Ardoino, Chief Technology Officer di Tether, ha svelato che la maggior parte delle riserve della società sono in Treasury statunitensi, e che di recente ha ridotto la propria esposizione ai commercial paper.

Da lungo tempo Tether viene criticata per la segretezza in merito agli asset a supporto di USDT: soltanto di recente, a maggio 2021, ha pubblicato un report completo delle sue riserve. Tuttavia, i documenti rimangono vaghi sugli asset esatti in cui la società investe.

Questa scarsa trasparenza, unita al recente de-pegging, ha fatto sì che alcuni investitori cambiassero i loro USDT con un'altra popolare stablecoin basata sul dollaro, USD Coin (USDC), sulla base del fatto che USDC è stata sottoposta ad audit.

In seguito a questa generale fuga dalle stablecoin, Jeremy Fox-Geen, Chief Financial Officer di Circle, ha riaffermato che tutti i 50,6 miliardi di USDC in circolazione sono completamente supportati da contanti e titoli del tesoro statunitensi. Anche i dati di CoinGecko sembrano confermare che un graduale trasferimento verso USDC, il cui market cap è aumentato del 6,3% nell'ultimo mese.