Svizzera: la FINMA teme più gli 'angoli bui' del settore delle criptovalute che Libra

Mark Branson, a capo dell'organo svizzero di supervisione finanziaria FINMA, ha affermato di temere maggiormente gli "angoli bui" del settore delle criptovalute che la stablecoin Libra di Facebook.

La Svizzera non renderà la realizzazione di Libra impossibile

Durante un'intervista recentemente pubblicata sul portale d'informazione Reuters, Branson ha dichiarato di essere più diffidente nei confronti dei progetti basati su criptovalute che si sviluppano al di fuori del controllo ufficiale rispetto a Libra, che invece "viene sviluppata in maniera trasparente."

A tal proposito, l'uomo ha poi aggiunto:

"Mi rendono molto più nervoso i progetti che si sviluppano negli angoli bui del sistema finanziario, si diffondono attraverso la rete, e da un giorno all'altro diventano troppo grandi per essere fermati."

Branson ha spiegato che Libra dovrà seguire le stesse regole che si applicano alle istituzioni bancarie, nonché le rigide leggi contro il riciclaggio di denaro. Per tale motivo, la Svizzera non tenterà in tutto i modi di rendere la realizzazione di questo progetto impossibile:

"Il nostro lavoro non è quello di rendere questi progetti impossibili. Manterremo una mentalità aperta: agli stessi rischi devono corrispondere le medesime leggi. Le nostre regole e i nostri standard non sono negoziabili."

La Svizzera è pronta ad approvare Libra

Lo scorso mese, Branson aveva dichiarato che il progetto Libra si adatta perfettamente al quadro normativo già presente nel paese:

"Abbiamo appena pubblicato una guida su come classificare le stablecoin secondo il Diritto Svizzero, non abbiamo bisogno di nuove leggi. I rischi sono ben noti, come ad esempio in materia di riciclaggio di denaro, protezione dei clienti, stabilità dei sistemi. Ma sono già presenti regolamentazioni per tutti questi problemi."