La Customs and Border Protection (CBP), una delle più importanti autorità giudiziarie degli Stati Uniti, ha intenzione di testare un sistema per il tracciamento delle spedizioni basato su blockchain

In particolare, il progetto mira a combinare la vecchia applicazione della CPB ed una piattaforma blockchain sviluppata dalla società madre dell'istituzione: il Department of Homeland Security (DHS), il principale ente nazionale per il controllo della frontiera.

I risultati del test aiuteranno la CBP a determinare come le tecnologie distribuite potranno migliorare e velocizzare il processo di verifica dei certificati d'origine dei partecipanti al North American Free Trade Agreement e al Central America Free Trade Agreement. Grazie a tale iniziativa l'agenzia spera inoltre di poter stabilire delle norme sull'interazione tra blockchain differenti, per assicurare che tutte le compagnie siano connesse ai servizi doganali senza dover implementare un gran numero di funzionalità personalizzate.

Vincent Annunziato, direttore della Transformation & Innovation Division di CBP, ha infatti commentato che al momento le varie piattaforme blockchain non sono abbastanza compatibili, sottolineando al tempo stesso che la sicurezza dei dati rimane "della massima importanza".

Pare inoltre che l'istituzione stia collaborando con alcune start-up blockchain, come Factom e DHS Science and Technology Directorate (S&T), per lo sviluppo di un altro progetto, il cui scopo è quello di raccogliere dati da sensori e videocamere al confine. L'iniziativa verrà testata sul campo in Texas per un periodo di sei mesi.

Questo mese il colosso della tecnologia IBM e la società di logistica Maersk hanno lanciato TradeLens, una piattaforma per il tracciamento delle spedizioni basato su blockchain. Al progetto partecipano già ben 94 organizzazioni.