I legislatori statunitensi ripropongono il Token Taxonomy Act, che impedisce alle criptovalute di essere considerate security

Negli Stati Uniti, alcuni membri della House of Representatives hanno nuovamente introdotto il Token Taxonomy Act, che impedisce alle criptovalute di essere classificate come beni azionari. La proposta di legge era stata originariamente introdotta a dicembre dello scorso anno dai rappresentanti Warren Davidson e Darren Soto.

All'interno del relativo comunicato stampa viene spiegato che la normativa ha subito delle modifiche rispetto allo scorso anno, precisando quali siano le giurisdizioni gestite dalla Commodity Futures Trading Commission (CFTC) e dalla Federal Trade Commission (FTC). La nuova normativa potrebbe inoltre sostituire le regolamentazioni considerate "eccessivamente severe", come la BitLicense di New York.

La legge promuove anche l'introduzione di certezze giuridiche per le aziende operanti nel settore delle criptovalute. Nell'annuncio viene richiamata l'attenzione sulla costante crescita dei mercati delle monete digitali e dell'industria blockchain sia in Europa che in Cina, sottolineando che questo Act è necessario per garantire la competitività degli Stati Uniti nei mercati globali.

"È tempo che gli Stati Uniti si facciano finalmente avanti, ponendosi alla guida della tecnologia blockchain", ha affermato Soto. L'uomo ha poi aggiunto:

"Dopo mesi di pareri e contributi pubblici, il nostro Token Taxonomy Act e il Digital Taxonomy Act aggiungono norme e definizioni critiche, al fine di offrire certezze e dare vita ad un solido mercato degli asset digitali negli Stati Uniti. Si tratta di un passo importante per promuovere l'innovazione e massimizzare il potenziale delle valute virtuali nell'economia statunitense, proteggendo al tempo stesso i consumatori e le finanze degli investitori."