Secondo l'autorità di vigilanza sulla concorrenza del Regno Unito, vi è un "rischio reale" che l'industria dell'intelligenza artificiale (IA) possa svilupparsi in modo tale da far sì che solo poche aziende dominino il mercato sottoponendo i consumatori a un continuo flusso di informazioni nocive.
In un rapporto pubblicato il 18 settembre, la Competition and Markets Authority ha esaminato i modelli di fondazione dell'IA, concludendo che se da un lato l'IA può cambiare il modo in cui le persone vivono e lavorano, dall'altro "questi cambiamenti possono avvenire rapidamente e avere un impatto significativo sulla concorrenza e sui consumatori".
L'autorità di regolamentazione della concorrenza ha avvertito che, nel breve termine, se la concorrenza è debole o se gli sviluppatori non rispettano le leggi sulla protezione dei consumatori, questi ultimi potrebbero essere esposti a livelli significativi di informazioni false o di frodi consentite dall'IA.
A lungo termine, esiste la possibilità che una manciata di aziende finisca per acquisire o consolidare posizioni di potere sul mercato, il che potrebbe indurle a non offrire i prodotti o i servizi migliori o a praticare prezzi elevati.
"È essenziale che questi risultati non si verifichino", dichiara la CMA, con l'aggiunta del CEO Sarah Cardell:
"Rimane il rischio concreto che l'uso dell'IA si sviluppi in modo tale da minare la fiducia dei consumatori o sia dominato da pochi operatori che esercitano un potere di mercato che impedisce di percepirne appieno i benefici in tutta l'economia".
Per rimediare a ciò, l'autorità di vigilanza ha proposto diversi "principi guida" per garantire "la protezione dei consumatori e una sana concorrenza, consentendo al contempo di ottenere pieni benefici economici".
Tali principi guida sembrano concentrarsi sull'aumento dell'accesso e della trasparenza, in particolare per impedire alle aziende di trarre vantaggi dall'uso di modelli di intelligenza artificiale.
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Il regolatore della concorrenza britannico ha dichiarato che pubblicherà un aggiornamento sui principi e sulla loro adozione a inizio 2024, unitamente ad una panoramica sugli ulteriori sviluppi dell'ecosistema dell'IA. L'ente si è già confrontato con gli sviluppatori di IA e con le aziende che utilizzano la tecnologia.
Non è la prima volta che il Regno Unito mette in guardia dai rapidi progressi dell'IA. A giugno, Matt Clifford, consigliere del primo ministro britannico per la task force sull'IA, ha affermato che la tecnologia dovrà essere regolamentata e controllata entro i prossimi due anni per contenere i principali rischi esistenziali.
Sempre a giugno, il garante della privacy giapponese ha ammonito la società madre di ChatGPT, OpenAI, in merito ai suoi metodi di raccolta dei dati.
Traduzione a cura di Walter Rizzo