Secondo Glassnode, aggregatore di dati sul mercato crypto, a febbraio le whale di Bitcoin hanno venduto enormi quantità di BTC.
Glassnode definisce "balene" tutti gli indirizzi contenenti fra 1.000 e 10.000 BTC, mentre "megattere" i wallet con oltre 10.000 BTC. Un recente report dell'azienda ha scoperto che il numero di whale è cresciuto del 14% nei 12 mesi precedenti al 5 febbraio 2021.
Gli acquisti da parte di balene e megattere sono impennati a gennaio, quando queste entità hanno guadagnato circa 80.000 BTC. Ma a partire dal mese di febbraio hanno cominciato a confermare i propri profitti, scaricando sul mercato ben 140.000 BTC.
I dati mostrano una correlazione inversa tra le attività di trading delle whale e investitori più piccoli ma comunque molto ricchi. Glassnode sostiene che i fondi dei "delfini" e degli "squali", ovvero wallet contenenti fra i 100 e i 1.000 BTC, sono diminuiti di 95.000 BTC nel mese di gennaio. Tuttavia, a febbraio questi indirizzi hanno accumulato 117.000 Bitcoin:
"È importante notare come le variazioni dell'offerta per la classe Delfini/Squali (viola) e Balene/Megattere (verde) siano speculari in volume e forma. Quando il volume di una classe aumenta il volume dell'altra diminuisce, e viceversa."
I "polpi" e i "pesci", wallet contenenti fra 10 e 100 BTC, continuano a vendere i propri fondi sin da novembre dello scorso anno: ad oggi hanno immesso nel mercato oltre 128.000 Bitcoin.
Il crollo di questa settimana ha incrementato l'attività delle whale: una di esse è riuscita a incassare 156 milioni di dollari poco prima del crash di lunedì. Nonostante la contrazione, secondo gli esperti il trend a lungo termine di Bitcoin rimane positivo. Una ricerca condotta dalla piattaforma di trading CrossTower sostiene che gli acquisti istituzionali manterranno BTC sopra i 50.000$.