Secondo uno studio del Wall Street Journal, la manipolazione dei prezzi delle criptovalute è in gran parte condotta da "gruppi di trading" organizzati che utilizzano servizi come Telegram.
Svelando i risultati di una ricerca sui mercati delle criptovalute, il WSJ ha affermato che gli schemi coordinati di "pump and dump" hanno gonfiato e fatto crollare i prezzi di diverse valute virtuali.
Di conseguenza, essi generano centinaia di milioni di dollari di entrate, mentre altri subiscono ingenti perdere quando i gruppi decidono di svendere in massa un determinato asset.
Solo nei primi sei mesi del 2018, tali gruppi di trading avrebbero generato entrate pari a 825 mln di dollari.
Il WSJ ha esaminato 175 schemi impegnati nel trading di 121 monete diverse, affermando che "esistono molti altri gruppi di questo tipo", che "operano in chat private, accessibili solo su invito, di solito supervisionate da un moderatore anonimo".
Per dimostrare come operano i gruppi di trading, il WSJ prende in esempio Cloakcoin, un vecchio altcoin che quest'anno ha registrato diverse manipolazioni.
In particolare, secondo il WSJ, un'improvvisa crescita registra l'1 luglio sul famoso exchange di criptovalute Binance è stata opera di un gruppo di trading chiamato Big Pump Signal.
"Il prezzo del Cloakcoin su Binance è salito alle stelle poco dopo che Big Pump Signal ha inviato un messaggio su Telegram dicendo ai follower di comprare", spiega la ricerca:
"I prezzi delle dieci coppie più scambiate di Binance si sono mosse a malapena durante il pump del Cloakcoin."
I risultati aggiungono un'ulteriore prospettiva alle teorie di manipolazione che hanno circondato i mercati delle criptovalute negli ultimi mesi.
Per quanto riguarda il Bitcoin, varie fonti hanno affermato che fattori come le liquidazioni di Mt.Gox abbiano causato oscillazioni artificiali dei prezzi sin dal massimo storico di dicembre 2017, mentre altri sostengono che tali operazioni non abbiano influenzato i mercati.