Come riportato il 25 maggio da BusinessTech, Sygnia Asset Management, un'importante società di investimenti sudafricana con oltre 180 miliardi di rand (14,5 miliardi di dollari) in gestione, ha rivelato che aprirà un exchange di criptovalute entro la fine dell'anno.
L'amministratore delegato di Sygnia Magda Wierzycka ha dichiarato che la società lancerà anche la sua criptovaluta, chiamata "SygniaCoin", nel terzo trimestre del 2018:
"Il mercato delle criptovalute si sta evolvendo a ritmi sostenuti, sia a livello internazionale che nazionale. Grazie alla sua esperienza nel settore fintech, Sygnia può diventare la prima grande istituzione di servizi finanziari ad adottare le criptovalute e ad offrire agli investitori una piattaforma di trading sicura supportata da un'infrastruttura internazionale, un sistema di custody ben progettato e un'integrazione con i prodotti di risparmio standard."
Wierzycka si è soffermata soprattutto sulla sicurezza e sulla conformità normativa, che secondo lei si "evolveranno" nel contesto sudafricano. Ha osservato che il South African Revenue Service (SARS) ha già stabilito che il trading di criptovalute è soggetto a imposte, e che in futuro arriveranno ulteriori framework normativi nazionali.
Intanto, SygniaCoin baserà le sue politiche sul quadro normativo attualmente adottato dagli exchange registrati nello Stato di New York, vale a dire il rigoroso sistema BitLicense, introdotto nell'agosto del 2015.
La società creerà anche un fondo dedicato che investirà in una gamma di criptovalute per conto dei suoi clienti. Gli investitori di Sygnia saranno inoltre in grado di detenere criptovalute nei loro conti assieme agli altri asset che possiedono.
Questa settimana, la Banca Centrale del Sudafrica (SARB) ha definito le criptovalute come "cyber-token" poiché "non soddisfano i requisiti di denaro". A gennaio, la SARB aveva istituito una task force proprio per risolvere le questioni riguardanti la regolamentazione delle criptovalute.