Dopo aver rubato 5 milioni di dollari in criptovalute da circa 40 vittime, l'hacker ventenne Joel Ortiz ha ammesso il reato e accettato un patteggiamento a dieci anni di prigione. La notizia è stata recentemente confermata da Erin West, il Viceprocuratore Distrettuale della Contea di Santa Clara, in California.

Il ragazzo inizierà a scontare la propria pena a partire dal 14 marzo. Le autorità affermano che si tratta del primo individuo arrestato negli Stati Uniti per aver compiuto delle truffe basate sul SIM swapping. "Pensiamo che sia stata fatta giustizia. Mi auguro sia un messaggio abbastanza forte per questo genere di persone", ha commentato Samy Tarazi, uno degli agenti che ha indagato su Ortiz.

Il "SIM swapping" è una tipologia di frode informatica, mediante la quale gli hacker ingannano gli operatori telefonici e si impossessano dei numeri delle proprie vittime, facendoli trasferire su delle nuove SIM. A quel punto i criminali possono facilmente aggirare i sistemi di sicurezza a due fattori, utilizzati da svariati servizi in rete.

"Con il numero di telefono di qualcuno è possibile accedere ad ogni account in loro possesso in pochi minuti, e non c'è nulla che possano fare", ha spiegato un hacker al portale d'informazione Motherboard, che ha originariamente riportato la notizia.

Negli ultimi mesi i crimini legati al settore delle criptovalute sono divenuti sempre più diffusi, grazie alle alte possibilità di guadagno e al relativo anonimato offerto da questa tecnologia. Lo scorso anno, in Russia, un gruppo di ingegneri informatici è stato arrestato per aver tentato di utilizzare un supercomputer governativo per il mining di Bitcoin (BTC).