Un numero crescente di business leader e celebrità, come Elon Musk, Jack Dorsey, Alex Ohanian e, più recentemente, Ricardo Salinas, sta aggiungendo l'hashtag Bitcoin alle proprie biografie su Twitter. Questo fatto non è passato inosservato: quando Elon Musk ha aggiunto #Bitcoin alla sua bio, alla fine di gennaio, il prezzo di BTC è salito del 20%.
Qual è il motivo di tali azioni? Stanno cercando di manipolare il mercato oppure di promuovere il loro brand?
I CEO potrebbero non star scherzando affatto: i business leader stanno segnalando una imminente rivoluzione tecnologica internazionale e decentralizzata? Qualunque sia la ragione, sembra corretto dire che di recente i social media abbiano accresciuto la value proposition di Bitcoin (BTC), e questo solleva alcune domande. Per esempio, le criptovalute sono più suscettibili ai social media rispetto ad altri asset finanziari?
Qual è il rapporto fra BTC e social?
A torto o a ragione, molti utenti giudicano il successo di BTC dal suo prezzo di mercato giornaliero, il quale sembra più che mai legato all'attività dei social media.
Feng Mai, assistant professor della Stevens Institute of Technology School of Business, ha spiegato a Cointelegraph:
“La mia ricerca ha dimostrato che i post su Twitter degli influencer hanno un effetto immediato sul prezzo del BTC. Questo avviene per due motivi: la sua mancanza di valore intrinseco rispetto ad altri asset finanziari e la demografia dei suoi utenti, che si sovrappone agli utenti dei social media".
Neil Wilson, chief market analyst per Markets.com Trading, ha aggiunto che le criptovalute, come alcuni altri beni che occupano nicchie relativamente piccole all'interno del mercato complessivo degli investimenti, come ad esempio GameStop, sembrano particolarmente vulnerabili ai social media in quanto relativamente illiquidi e con grandi partecipazioni nelle mani di poche persone. Hanno inoltre "un enorme seguito, è quasi un culto."
Lennard Neo, head of research presso Stack Funds, ha spiegato che, sebbene i social media non cambino la "value proposition fondamentale" di BTC, che rimane solida, "i tweet agiscono da acceleratori".
Finn Brunton, professore di studi scientifici e tecnologici presso l'Università della California, Davis e autore di Digital Cash: The Unknown History of the Anarchists, Utopians, and Technologists Who Created Cryptocurrency, ha detto a Cointelegraph che Bitcoin e i social media sono stati intrecciati fin dalle origini della criptovaluta:
"Bitcoin è sempre stato prima un movimento sui social e solo poi una valuta funzionante: BTC è cresciuto sull’onda di testimonianze, trovate pubblicitarie, meme ed esortazioni a HODLare e credere."
In questo senso, il fatto che prezzo del BTC schizzi alle stelle perché un CEO molto noto modifica la sua biografia su Twitter "è completamente on-brand".
L'attenzione delle celebrità è un bene per BTC?
In apparenza, l'aggiunta tempestiva di #Bitcoin alle bio su Twitter dei CEO tech come Dorsey, Ohanian e Musk sembrerebbe essere un vantaggio, in quanto sposta l'attenzione su Bitcoin e alla fine aumenta l'accettazione e l'adozione. Wilson ha detto a Cointelegraph:
"L'emergente supporto corporate che stiamo vedendo per Bitcoin è molto importante nella ripresa del prezzo negli ultimi mesi. La mossa di Tesla è il grande supporto corporate a cui i bull si stanno aggrappando. Più supporto aziendale equivale a più mainstream, maggiore accettazione. L'effetto network è fondamentale in questo caso. [...]
Musk e Tesla che abbracciano Bitcoin è una buona notizia per la criptovaluta, in quanto dà credito alla crypto come mezzo di scambio, il che è una delle funzioni chiave del denaro, secondo gli economisti."
Ma queste iniezioni di fiducia da parte dei social media non rendono anche il prezzo del BTC più volatile? Quando a inizio febbraio il miliardario Salinas, il terzo uomo più ricco del Messico, ha aggiunto #Bitcoin alla sua biografia di Twitter, il prezzo di BTC è salito oltre 40.000$ per la prima volta in 23 giorni.
Feng Mai ha spiegato che l'ingresso di grandi aziende come Tesla compensa qualsiasi volatilità a breve termine, e che queste società renderanno Bitcoin meno volatile:
"Le aziende che accettano BTC dovrebbero ora avere più incentivi a renderlo un asset stabile. Non vogliono che le loro entrate fluttuino significativamente giorno per giorno".
Per quanto riguarda i recenti cambi di bio sui social, Brunton, non esattamente un fan di BTC, ha commentato:
"È un bene per il Bitcoin, in quanto più buy-in da parte di gente ricca equivale a più parti che cercano di mantenere a galla questa zattera in difficoltà".
A suo parere, un risultato migliore a lungo termine sarebbe migrare da BTC ad altre criptovalute:
"Asset che funzionano meglio, sono meglio progettati o hanno un'implementazione superiore. [Bitcoin] è solo la fase alfa di ciò che le criptovalute potrebbero essere. Più è alto il sunk cost e più a lungo saremo bloccati con esso".
Non è solo un capriccio di Musk?
Quando Elon Musk ha aggiunto #Bitcoin alla sua biografia su Twitter, il 29 gennaio, l'effetto su BTC è stato immediato: il prezzo è aumentato del 14% nei primi 30 minuti. Ma non tutti i follower erano sicuri di quali fossero le intenzioni dell'uomo più ricco del mondo. Stava solo prendendo in giro la community o pianificava qualcosa di più serio? L'aggiunta di un tweet criptico, ovvero "Col senno di poi, era inevitabile", ha solo approfondito l'ambiguità.
L’8 febbraio, tuttavia, il quadro è divenuto più chiaro: Tesla aveva recentemente investito 1,5 miliardi di dollari in Bitcoin. L'interesse di Musk per BTC si è pertanto dimostrato essere genuino, sebbene da allora il CEO abbia rimosso #Bitcoin dalla sua biografia su Twitter.
Wilson ha commentato:
"Ora sappiamo che non solo Musk è dalla nostra parte, ma che Tesla sta sostenendo BTC a livello corporate. La strategia è stata approvata dal consiglio di amministrazione e dal comitato di revisione. Ciò è importante, in quanto dimostra che questa storia non è solo un capriccio di Musk ma un investimento aziendale 'serio'."
Brunton è stato meno tollerante nei confronti di Musk, che ha definito uno "s*it-poster che per caso è anche miliardario":
"Bitcoin fa sicuramente parte dello stile di vita da mogul del tech. Però questi comportamenti riguardano soltanto la cultura e il modo di porsi, non hanno nulla a che fare con la 'tecnologia' in quanto tale."
Altri analisti sostengono che i CEO sono saliti sul carro di Bitcoin solo per "promuovere il loro brand, per dare l'idea di essere alla guida di un'azienda crypto-friendly e ottenere così una tonnellata di pubblicità gratuita". Dal canto suo, Neo ritiene che attualmente i mercati siano sovraestesi e che alcune persone "stanno twittando solo per 'divertirsi' a spese della gente". In momenti come questo "è ancora più cruciale esercitare cautela, investire razionalmente e non emotivamente."
Bitcoin come nuova bandiera della tecnologia?
Balaji Srinivasan, angel investor e co-fondatore di Coin Center, società senza scopo di lucro che fa advocacy per l’adozione crypto, in passato ha suggerito che Bitcoin stesse diventando la nuova "bandiera della tecnologia", la quale rappresenta valori economici di alto profilo come decentralizzazione e internazionalità.
A suo parere, tra i valori impliciti nella tecnologia di Bitcoin ci sono: "l’internazionalismo, il capitalismo, la decentralizzazione, l’iperdeflazionismo, l'effetto network, la crittazione, il digitale, la volatilità, l’ambizione e l'approccio silenziosamente rivoluzionario".
Quindi, è questo quello sta succedendo con il movimento #Bitcoin? I CEO stanno solo sventolando la nuova "bandiera della tecnologia", per identificarsi con un futuro decentralizzato ancora in fase di sviluppo?
Jay Hao, CEO dell’exchange OKEx, ha risposto:
"Bitcoin è il fiore all'occhiello di tutte le criptovalute e rappresenta molti valori centrali nella tecnologia. BTC può rappresentare per una persona la libertà, per un’altra l'efficienza, [...] una zattera di salvataggio, un bene speculativo, una riserva di valore e così via.
Una persona che ha visto i risparmi di una vita spazzati via dall'iperinflazione e sta usando BTC come mezzo per proteggere la propria ricchezza futura vedrà la criptovaluta in modo diverso da un day trader o un investitore istituzionale."
Wilson ha detto a Cointelegraph:
"Penso che Bitcoin sia sempre stato un movimento, da un certo punto di vista: si tratta di decentralizzazione e 'riprenderci il controllo' dalle banche centrali, dai governi, ecc.”.
Il proprietario dei Dallas Mavericks, Mark Cuban, è andato anche oltre, dicendo a Forbes che Bitcoin è "più una religione che una soluzione a un qualche problema".
Un movimento social con credenze condivise ad alto livello? Brunton è scettico:
"Bitcoin è, ed è sempre stato, un conflitto di molteplici movimenti sociali, maldestramente fusi insieme intorno a una valuta e un'infrastruttura di transazione. [...] Sostenere che tutti i detentori di BTC abbiano punti di vista comuni è un errore di categoria."
Neo ha invece affermato: "Bandiera o no, per le masse non è solo una questione di investimento, ma anche una dichiarazione di sostegno ad un ecosistema o un asset."
Verso l'adozione di massa
Qualunque sia la spiegazione dietro la proliferazione di #Bitcoin nelle bio di Twitter, molti sostenitori di Bitcoin considerano questo fenomeno un fattore incoraggiante, pur riconoscendo che rimane un evento totalmente secondario.
A tal proposito, Hao ha detto a Cointelegraph:
"BTC ha guadagnato costantemente slancio nel corso degli anni, molto prima che arrivassero i grandi dirigenti d’azienda.
Gli hashtag sono un "bel gesto", un altro segno che BTC sta diventando un movimento, ma alla fine questo è solo un altro passo nel "viaggio verso l'adozione di massa".