In alcune osservazioni pronunciate durante l'American Fintech Council’s 2021 Policy Summit, il Comptroller of the Currency ad interim Michael J. Hsu ha sollecitato una maggiore regolamentazione delle società operanti nel settore delle criptovalute:

"Le grandi aziende universali di criptovalute, in particolare gli emittenti di stablecoin ad alta circolazione, dovrebbero abbracciare una supervisione completa e consolidata. Allo stesso tempo, i regolatori bancari, sia statali che federali, dovrebbero dare la priorità allo sviluppo di politiche, personale e approcci di vigilanza per portare in maniera sicura tali imprese all'interno del perimetro normativo bancario.

Ciò distinguerebbe chiaramente le società crypto sicure e sane da quelle regolamentate solo parzialmente, con una lunga storia di carenze dal punto di vista delle conformità, come Binance e Tether."

Negli Stati Uniti, l'Office of the Comptroller of the Currency si occupa di supervisionare e regolamentare le banche approvate dal governo federale. Hsu ha inoltre dichiarato:

"La rapida espansione, unita alla fusione fra attività wholesale e retail da parte di alcune aziende crypto, solleva una domanda: è necessaria una separazione, simile a quella introdotta dal Glass-Steagall Act, anche per le attività del settore crypto?"

Il Glass-Steagall Act era una legge federale introdotta nel 1933 e abrogata nel 1999, che impediva alle banche commerciali di compiere determinati investimenti. Hsu ha infine avvertito:

"Nel settore delle criptovalute, la rapida crescita degli utenti e del valore totale di mercato è stata eguagliata solo dall'aumento delle truffe e dei reclami dei consumatori. 'Muoviti velocemente e spacca le cose' è un mantra comune nel mondo della tecnologia. Nel contesto dei servizi finanziari, è importante ricordare che queste 'cose' sono le persone e i loro soldi."