Philip Lowe, governatore della Banca Centrale Australiana (RBA), ha fortemente criticato le autorità monetarie che stampano notevoli quantità di denaro come misura di supporto fiscale per fronteggiare l’epidemia.
In un discorso tenuto a Sydney nella giornata di ieri, il governatore ha dichiarato che il governo potrebbe prendere in prestito soldi “a condizioni molto favorevoli”, considerato anche che il debito pubblico australiano è molto inferiore rispetto a quello di altri Paesi.
Lowe ha aggiunto che pensare di risolvere la crisi emettendo moneta è fuorviante:
"Non esistono soldi gratis. Il conto si paga sempre, e di solito si salda con aumenti di tasse o altre forme di imposizione governativa. [...] Quello che voglio dirvi è che qualcuno, alla fine, i debiti deve pagarli."
Lowe, a capo della RBA da settembre 2016, ha rilasciato queste dichiarazioni in seguito all’estensione delle misure di welfare emergenziale che, secondo i report, avranno costi per ulteriori 20 miliardi di dollari australiani (14,2 miliardi di dollari statunitensi).
Stampare denaro non risolve i problemi dell’economia
Lowe ha messo in chiaro la propria opposizione alle massicce iniezioni di liquidità messe in atto dalla Federal Reserve americana, nella convinzione che finanziare la politica fiscale stampando ulteriore moneta è una strategia adeguata solo se il governo non può influenzare la quantità di denaro emesso, o se vi fosse un elevato debito pubblico.
Tuttavia, negli ultimi tre mesi la RBA ha dimostrato di non essere totalmente contraria ai dettami della teoria monetaria moderna, avendo acquistato bond statali e federali per circa 50 miliardi di dollari australiani (35,6 miliardi di dollari): inoltre ha tagliato i tassi di interesse fino allo 0,25%, un livello record.
Nel suo discorso di giovedì, però, Lowe ha escluso la possibilità di applicare tassi di interesse negativi.
Bitcoin solidifica il suo ruolo di bene rifugio
I possessori di Bitcoin spesso vedono con favore la crescita della quantità di moneta circolante, in quanto rafforza le loro argomentazioni per cui la criptovaluta sarebbe immune all’inflazione per le sue caratteristiche tecniche. Questa settimana il mercato azionario americano ha raggiunto nuovi picchi storici mentre l’economia è ancora tecnicamente in recessione. Il digital asset manager Charles Edwards ha commentato:
"Questi sono i risultati che si ottengono stampando denaro senza limiti. Il dollaro nel 2020 vale il 28% meno che nel 2019."
Ha inoltre aggiunto che i titoli azionari sono notevolmente sovrastimati, mentre Bitcoin, al contrario, è molto sottostimato. A suo parere è quindi solo questione di tempo prima che si verifichino notevoli spostamenti di denaro verso BTC.
I leader europei trovano un accordo: aiuti per 2.000 miliardi di euro
I leader dell’UE hanno trovato un accordo sul Recovery Fund: 750 miliardi di euro che verranno presi in prestito sui mercati finanziari. Circa il 50% della cifra totale sarà distribuita a fondo perduto a favore dei Paesi più colpiti dalla pandemia.
La Commissione Europea, inoltre, ha stabilito la dotazione di budget per il nuovo bilancio europeo: 1.100 miliardi di euro per il 2021-2027. In totale, quindi, l’Unione metterà in campo risorse per quasi 2.000 miliardi di euro.