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Christina Comben
Scritto da Christina Comben,Giornalista di redazione
Bryan O'Shea
Revisionato da Bryan O'Shea,Redattore

La Banca d’Italia ipotizza i rischi per Ethereum in caso di crollo del valore di ETH

La Banca d’Italia ipotizza uno scenario "Ether-to-Zero" per mostrare come il rischio di mercato nel token di Ethereum possa trasformarsi in rischi infrastrutturali e di stabilità finanziaria

La Banca d’Italia ipotizza i rischi per Ethereum in caso di crollo del valore di ETH
Notizie

La Banca d’Italia ha ipotizzato cosa accadrebbe alla sicurezza e alla capacità di regolamento di Ethereum nel caso in cui il prezzo di Ether scendesse a zero, trattando la rete come un’infrastruttura finanziaria critica piuttosto che come un semplice crypto asset speculativo.

In un nuovo paper di ricerca intitolato “What if Ether Goes to Zero? How Market Risk Becomes Infrastructure Risk in Crypto”, l’economista della Banca d’Italia Claudia Biancotti ha analizzato come uno shock estremo del prezzo di Ether (ETH) potrebbe influenzare i servizi finanziari basati su Ethereum che dipendono dalla rete per l’elaborazione e il regolamento delle transazioni.

Biancotti si è concentrata sul legame tra gli incentivi economici dei validatori e la stabilità della blockchain sottostante, utilizzata da stablecoin e altri asset tokenizzati.

Il paper ipotizza il comportamento dei validatori — remunerati in ETH — nel caso in cui il prezzo del token collassasse, riducendo drasticamente il valore delle loro ricompense.

In tale scenario, sostiene Biancotti, una parte dei validatori uscirebbe razionalmente dal network, riducendo lo stake complessivo che protegge la rete, rallentando la produzione dei blocchi e indebolendo la capacità di Ethereum di resistere a determinati attacchi, nonché di garantire il regolamento tempestivo e finale delle transazioni.

Quando il rischio legato al prezzo di ETH diventa un rischio infrastrutturale

Piuttosto che considerare Ether esclusivamente come un investimento volatile, lo studio lo definisce come un elemento fondamentale dell'infrastruttura di regolamento utilizzata da una quota crescente di attività finanziarie on-chain.

Biancotti sostiene che Ethereum sia sempre più utilizzata come livello di regolamento per gli strumenti finanziari, pertanto eventuali shock sul valore del token nativo potrebbero compromettere l'affidabilità dell'infrastruttura sottostante.

Cosa succederebbe se Ether arrivasse a zero? Fonte: Bank of Italy

Questo inquadramento consente alla Banca d’Italia di mostrare come il rischio di mercato del token di base possa trasformarsi in rischio operativo e infrastrutturale per gli strumenti costruiti sopra di esso, dalle stablecoin ancorate a valute fiat ai titoli tokenizzati che dipendono da Ethereum per l’ordinamento delle transazioni e la finalità.

Il paper sottolinea che, in condizioni di stress, le interruzioni non si limiterebbero al trading speculativo, ma potrebbero propagarsi ai casi d’uso di pagamento e regolamento, sempre più monitorati dai regolatori.

Avvertimenti della BCE sulle ripercussioni delle stablecoin

Altre autorità, tra cui il Fondo Monetario Internazionale (FMI) e la Banca Centrale Europea (BCE), hanno avvertito che le stablecoin di grandi dimensioni potrebbero diventare sistemicamente rilevanti e rappresentare rischi per la stabilità finanziaria qualora continuassero a espandersi rapidamente e restassero concentrate in un numero ristretto di emittenti.

Un Financial Stability Review della BCE, pubblicato nel novembre 2025, ha osservato che le vulnerabilità strutturali delle stablecoin e i loro legami con la finanza tradizionale fanno sì che uno shock severo possa innescare corse agli sportelli, vendite forzate di asset (fire sales, ovvero la vendita rapida di asset di riserva a prezzi depressi per far fronte ai rimborsi) e deflussi di depositi, soprattutto qualora l’adozione si estendesse oltre il trading crypto.

La Banca d’Italia ha concluso che i regolatori si trovano di fronte a un difficile compromesso su se e come gli intermediari vigilati dovrebbero essere autorizzati a fare affidamento su blockchain pubbliche per la fornitura di servizi finanziari.

Il documento delinea due possibili opzioni: da un lato, considerare le attuali blockchain pubbliche inadatte all’uso come infrastruttura finanziaria regolamentata, in quanto dipendenti da token nativi volatili; dall’altro, consentirne l’utilizzo imponendo misure di mitigazione del rischio, come piani di continuità operativa, blockchain di emergenza e standard minimi di sicurezza economica e dei validatori.

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