Le banche potrebbero essere costrette a smettere di collaborare con Facebook, nel caso in cui il colosso dei social media lanciasse la propria stablecoin Libra: lo ha affermato Ralph Hamers, CEO di ING.

Le banche possono scegliere di 'non accettare un cliente'

Come riportato dal portale d'informazione Financial Times, Hamers ha spiegato che le grandi istituzioni come ING devono proteggere il sistema finanziario per prevenire attività criminali. Per tale motivo, i timori legati al potenziale di Libra di favorire attività illecite potrebbero portare ad una reazione negativa da parte delle banche:

"Possiamo prendere dei provvedimenti e troncare i rapporti con un cliente, oppure non accettare un cliente. È un argomento del quale bisognerebbe discutere."

Libra potrebbe essere utilizzata per il riciclaggio di denaro?

Questi timori legati al riciclaggio di denaro vengono alimentati dalla possibilità che i criminali utilizzino Libra per spostare velocemente denaro oltre i confini nazionali, senza alcun tipo di supervisione da parte degli organi di regolamentazione.

Nonostante Facebook abbia promesso che il prodotto non verrà rilasciato fino a che ogni dubbio non sarà stato risolto, Hamers spiega che le grandi banche preferiscono non correre rischi:

"Siamo una grande istituzione regolamentata, ovviamente non vogliamo rischiare nulla. [...] Abbiamo detto che daremo un'occhiata, e vedremo come si svilupperà."

Hamers ha comunque espresso un parere nel complesso positivo su Libra, sostenendo che si tratta di un progetto che bisognerebbe studiare e dal quale imparare, non qualcosa da vietare a prescindere.

La scorsa settimana Jamie Dimon, CEO di JPMorgan Chase, ha affermato che il progetto Libra di Facebook "è una buona idea che non diverrà mai realtà". Ciononostante, a suo parere il concetto alla base di Libra non è particolarmente innovativo, sottolineando che la sua azienda ha già realizzato qualcosa di simile con JPM Coin.