Binance mira a ristabilire i servizi di crypto-exchange e possibilmente aprire una nuova succursale in Thailandia, dopo aver firmato un accordo con Gulf Energy Development PCL. 

Gulf Energy Development PCL è una holding company thailandese amministrata dalla miliardaria Sarath Ratanavadi e focalizzata principalmente sul settore ecologico.

L’azienda, secondo quanto riportato, avrebbe concluso l’accordo con l’exchange più grande del mondo poiché ritiene che l’infrastruttura economica digitale del paese vedrà una “potente crescita” nei prossimi anni. 

Questa partnership è mirata all’esplorazione delle possibilità di Binance nel mercato thailandese, tra le quali l’apertura di un exchange e di business correlati.

Lunedì un incaricato di Binance ha riferito a Reuters che “il nostro obiettivo è lavorare col paese, i regolatori ed aziende innovative, per sviluppare l’ecosistema crypto e blockchain in Thailandia.

L’economia digitale thailandese otterrà presto maggiore chiarezza da parte dei regolatori. Il direttore generale del Revenue Department del governo thailandese ha espresso che la priorità principale di questo mese sarà la trasparenza delle regolamentazioni. Il 6 gennaio ha annunciato l'introduzione di una tassa del 15% sui guadagni di capitale derivanti dal trading di criptovalute.

Il 9 gennaio, la Digital Asset Association thailandese ha richiesto chiarimenti sui dettagli della tassazione, date le preoccupazioni dei trader domestici che potrebbero star violando involontariamente le regole.

Nonostante i recenti sviluppi positivi, la banca centrale thailandese ha ripetutamente emesso avvertimenti alle banche commerciali e alle imprese locali in merito all'accettazione di criptovalute per i pagamenti.

A luglio 2021, Binance ha ricevuto una denuncia penale dalla Securities and Exchange Commission (SEC) thailandese. La denuncia accusava l'azienda di svolgere attività con asset digitali senza licenza, ed è anche stata avviata un'indagine contro l'exchange.

La SEC ha dichiarato che Binance avrebbe ignorato gli avvertimenti fin da aprile del 2021, concedendo erroneamente ai cittadini thailandesi accesso al trading di criptovalute sul proprio sito web, "abbinando gli ordini, organizzando scambi per le controparti, fornendo una piattaforma o agevolando le conclusioni degli accordi."