Il calo dei prezzi continua a mettere a dura prova i fondamentali tecnici di Bitcoin (BTC), e la cirptovaluta potrebbe addirittura subire una riduzione della difficoltà di mining nei prossimi giorni.

Secondo le stime del sito di monitoraggio Crypto This, mercoledì prossimo la difficoltà potrebbe scendere di circa il 13%.

Hash rate di nuovo ai livelli di Natale

La difficoltà indica essenzialmente quanto lavoro è necessario per risolvere i blocchi sulla blockchain Bitcoin. Una sua riduzione è decisamente una brutta notizia per miner, poiché la pratica diventa economicamente svantaggiosa per i pesci più piccoli e la competizione nel mercato si riduce.

Assieme alla difficoltà, anche l'hash rate smette di segnare record dopo record e perde il suo andamento rialzista.

Grafico dell'hash rate di Bitcoin. Fonte: Blockchain.com

L'hash rate, la misura della potenza di calcolo dedicata alla rete Bitcoin, è infatti sceso sotto i 100 trilioni di hash al secondo (h/s).

Secondo i dati di Blockchain.com aggiornati al 18 marzo, il parametro si trova a quota 80 trilioni per la prima volta da dicembre 2019.

Un rinnovo del settore del mining di BTC?

Tutti i dati sull'hash rate sono solo una stima approssimativa, e non implicano quindi un esodo di massa dei miner.

Come riportato da Cointelegraph, tuttavia, una teoria molto popolare tra gli analisti suggerisce che i crolli dei prezzi abbiano effettivamente costretto molte entità di mining, tranne quelle più grandi, ad abbandonare il settore.

Nel frattempo, nonostante la coppia BTC/USD sia in rialzo del 12% rispetto alla quotazione di ieri, continuano i dubbi su un possibile ritorno ai livelli inferiori.

Prima del mese di maggio, sostiene il trader Tone Vays, Bitcoin potrebbe addirittura scendere a quota 2.000$