Questa notte Bitcoin (BTC) è scivolato a 34.300$, quando le tensioni geopolitiche in Europa sono esplose.

Il futuro di Bitcoin è incerto
La notizia secondo cui la Russia avrebbe lanciato una "operazione militare speciale" in Ucraina ha fatto precipitare sia BTC/USD che il mercato azionario, mostrano i dati di Cointelegraph Markets Pro e TradingView. Nelle scorse ore infatti sono arrivate notizie di un attacco su tre fronti in Ucraina: l'Occidente ha immediatamente reagito promettendo sanzioni più severe.
Bitcoin, che già sembrava seguire strettamente il prezzo delle azioni invece di comportarsi da bene rifugio, è collassato del 12,2% dai massimi di ieri, tornando così a quota 34.300$.
Sam Bankman-Fried, CEO del popolare exchange FTX, ha scritto su Twitter:
"Ci sono argomentazioni in entrambe le direzioni su cosa dovrebbe accadere a BTC in questo momento. Personalmente non avrei mai immaginato che il prezzo sarebbe sceso sulla base dei fondamentali, eppure oggi si trova più in basso. E di molto! Perché? [...]
Beh, diciamo che ci sono due tipi di persone nel mondo: investitori che seguono i fondamentali, e chi invece segue gli algoritmi. I primi guardano alla situazione e sono incerti sui futuri movimenti di BTC/USD. I secondi invece consultano i dati. Storicamente, qual è il trend di questo asset?"
Nelle ore successivo Bitcoin si è leggermente ripreso: non è scivolato al minimo di gennaio di 32.800$ come molti temevano, ma al contrario è tornato a circa 35.500$.
Il valore del rublo russo collassa rispetto a quello del dollaro
In Russia, la banca centrale ha annunciato che sarebbe intervenuta sui mercati valutari dopo l'emorragia di valore del rublo. Quest'oggi la coppia USD/RUB ha raggiunto un valore di 87, rispetto all'80 del giorno precedente; MOEX Group, l'azienda dietro la Borsa di Mosca, ha interrotto il trading.
I tassi di cambio dei consumatori sono stati persino più volatili: gli indici mostrano infatti 115 rubli o più per un singolo dollaro per coloro che cercano di acquistare USD sul mercato aperto.

Alex Gladstein, Chief Strategy Officer presso la Human Rights Foundation, ben noto per la sua posizione pro-Bitcoin, ha disprezzato l'apparato politico alla base del denaro fiat:
"È nauseante il modo in cui i leader abusano del loro potere sulle valute fiat — su cui tutti i loro cittadini fanno affidamento e guadagnano — per fare guerra. Con la stampa di denaro, con le carte di credito nazionali o, in questo caso, intraprendendo azioni che potrebbero essere punite dai mercati internazionali."
In Ucraina, la banca centrale è intervenuta per vietare i prelievi di contanti in valuta estera.