I legislatori nel Regno Unito hanno chiesto maggiori poteri normativi per contrastare la diffusione del “greenwashing” finanziario, una pratica ingannevole in cui una compagnia esagera o falsifica l’entità dei suoi consumi di energia pulita.

Un report pubblicato dal Treasury Committee interpartitico della House of Commons esorta il governo inglese a precisare la sua definizione di investimenti attenti all’ambiente e di consultarsi sulla prospettiva di attaccare “etichette verdi” ai prodotti finanziari. Il report sottolinea che le indicazioni “green” legate agli investimenti finanziari sono spesso esagerate, e possono non essere in linea con le aspettative dei clienti:

“È chiaro che in alcuni casi le etichette o descrizioni di indici ‘green’ o ‘legati al clima’ non corrispondono necessariamente alle aspettative legittime dei consumatori di ciò che rappresentano generalmente.”

L’appello dei legislatori arriva lo stesso giorno in cui il CEO di Twitter, Jack Dorsey, e il CEO di Tesla, Elon Musk, hanno concordato sul potenziale di Bitcoin (BTC) per diventare completamente green e trasformare la sua immagine come tecnologia dannosa per l’ambiente.

Musk e Dorsey stavano rispondendo a un nuovo report di Square (di cui Dorsey è CEO) e Ark Invest, che esplora il potenziale di Bitcoin per contribuire a una rivoluzione relativa all’utilizzo di energia pulita. Intitolato “Bitcoin is Key to an Abundant, Clean Energy Future,” il report sostiene che, in combinazione con lo stoccaggio di energia rinnovabile, la natura energivora di Bitcoin potrebbe presentare una soluzione al problema che spesso vede energia rinnovabile sprecata in periodi di abbondanza.

Il desiderio da parte degli investitori di associarsi solo a imprese rispettose dell’ambiente ha portato alla diffusione degli investimenti ESG, che vedono gli impatti ambientali, sociali e di governance aziendale come considerazioni chiave per investimenti sostenibili.

Peter Wall, il CEO della società di mining di Bitcoin inglese Argo Blockchain, ha spiegato a Cointelegraph che negli ultimi mesi ha assistito a un aumento delle discussioni relative agli investimenti ESG nel settore del mining. Tuttavia, Wall ha fatto notare che non tutto sembra genuino:

“Negli ultimi mesi, si è parlato molto di ESG nel settore del crypto mining: è una cosa fantastica e muove le cose nella giusta direzione. Tuttavia, le parole senza azioni non sono abbastanza, e possono portare al cinismo.”

Argo è una società dedicata al mining di Bitcoin che, nelle sue varie farm in Canada, utilizza energia rinnovabile sotto forma di energia idroelettrica. Attualmente, il prezzo delle sue azioni si trova a livelli del 4.000% più alti rispetto a un anno fa, e di recente ha acquistato un appezzamento di terreno da 1,3 chilometri quadrati in Texas per espandere le sue operazioni di mining negli Stati Uniti.

Wall si è detto d’accordo con il recente appello dei legislatori inglesi per obbligare le compagnie a dimostrare le proprie affermazioni in merito all’utilizzo di energia verde:

“Crediamo che un passaggio fondamentale per prevenire il greenwashing sia assicurarsi che le compagnie siano in grado di supportare le affermazioni presentate, e dimostrare che stanno compiendo uno sforzo reale per avere un impatto positivo sull’ambiente: noi lo facciamo.”

Secondo Wall, la domanda da parte di investitori attenti all’ambiente potrebbe naturalmente accelerare il processo che vede l’applicazione di definizioni più chiare al concetto di “green”:

“Limitare l’impatto del cambiamento climatico è estremamente importante, quindi assicurarsi che le compagnie stiano facendo il possibile per ridurre le emissioni di gas serra e l’impatto ambientale è essenziale. La domanda degli investitori può contribuire a questo cambiamento, e linee guida chiare sono necessarie per consentire alle compagnie di investire in tecnologie più pulite.”

Tuttavia, non tutti concordano che le prospettive future di Bitcoin siano verdi quanto sembrano. Come riferito da BBC, l’autore e critico di Bitcoin David Gerard ha descritto il report di Square/Ark come un “cinico esempio di greenwashing in Bitcoin.

La verità è questa: Bitcoin funziona a carbone, ha commentato Gerard, facendo riferimento al recente incidente che ha coinvolto le miniere di carbone nella regione cinese di Xinjiang che ha temporaneamente sconvolto l'hash rate complessivo del network.

La dipendenza di Bitcoin dai combustibili fossili in Cina è indiscutibile. Tuttavia, se confrontato con il consumo di risorse dell’attuale sistema fiat, il suo effetto sull’ambiente appare molto meno grave.