Alcuni dei principali operatori di mining di Bitcoin hanno sottolineato la necessità di mantenere l'efficienza in modo da rimanere redditizi e operativi anche in seguito all'halving previsto per il 2024.
Cointelegraph ha contattato diverse aziende di mining per analizzare gli effetti previsti del dimezzamento sul settore e le implicazioni per i miner di piccole e grandi dimensioni.
Il protocollo di Bitcoin è programmato per ridurre la quantità di BTC assegnata ad un miner per l'aggiunta di un blocco alla catena. I dimezzamenti delle ricompense avvengono ogni 210.000 blocchi e, considerando che ogni dieci minuti viene aggiunto un blocco alla blockchain, i cosiddetti halving si ripetono ogni quattro anni.
Il prossimo halving, il quarto evento di questo genere, ridurrà la ricompensa per il mining da 6,25 a 3,125 BTC. I precedenti dimezzamenti hanno avuto luogo nel 2012, nel 2016 e nel 2020.

La riduzione delle ricompense è una questione cruciale per i miner, date le sue implicazioni sulla redditività e sui ritorni sugli investimenti per l'hardware e i relativi costi di gestione.
Efficienza del mining di Bitcoin in primo piano
L'efficienza delle operazioni di mining di Bitcoin è destinata a giocare un ruolo fondamentale durante l'halving. L'amministratore delegato di Hut8, Jaime Leverton, ha dichiarato a Cointelegraph che l'evento obbligherà i miner a migliorare l'efficienza della loro attività per poter proseguire le operazioni.
Hut8 sta attivamente sviluppando un software appositamente creato per aumentare l'efficienza dei suoi siti di mining canadesi. Leverton ha aggiunto che l'azienda spera di completare l'offerta precedentemente annunciata per l'acquisto di quattro centrali elettriche in Ontario al fine di alimentare le proprie strutture.
La potenza complessiva è di 310 MW, compreso il vecchio sito di mining di North Bay da 40 MW, che l'azienda ha dovuto abbandonare a causa di una lunga controversia legale con Validus Power. Hut8 intende acquistare le suddette centrali dalla società dopo la sua messa in amministrazione controllata avvenuta a settembre 2023.
"Siamo da tempo ottimisti riguardo il self-mining e al fatto che il prezzo di Bitcoin possa salire nel corso del tempo, e crediamo che i miner meglio preparati saranno in grado di cogliere le opportunità di rialzo dopo il dimezzamento", spiega Leverton.
"Ecco perché quest'anno abbiamo adottato una strategia di espansione inorganica delle nostre operazioni di mining e siamo stati in grado di aumentare la nostra capacità attraverso le fusioni".
A novembre 2023 Hut8 ha completato una fusione di alto profilo con l'azienda di mining statunitense USBTC, con conseguente aumento dell'hash rate da 2,6 EH EH/s a 7,3 EH/s.
Taras Kulyk, fondatore e CEO del fornitore di infrastrutture per il mining di Bitcoin SunnySide Digital, ha espresso un parere diretto, sottolineando la correlazione diretta tra la riduzione del 50% delle ricompense dei blocchi e il prezzo e le fee di Bitcoin:
"Se ciò non verrà soddisfatto da un aumento del prezzo di Bitcoin o da un aumento delle fee sulle transazioni, i miner meno efficienti dovranno cessare l'attività".
"L'halving è già stato previsto dalla maggior parte dei miner più grandi. Da anni ormai prevedono e prezzano il dimezzamento nelle loro proiezioni", afferma Kulyk.
In una conversazione con Cointelegraph, il responsabile della ricerca di Luxor, Colin Harper, sottolinea anche l'importanza dell'efficienza e la probabilità che i miner più piccoli si trovino a dover spegnere le loro macchine:
"Supponendo che il prezzo di Bitcoin non decolli e che il prezzo dell'hash, una misura della redditività dell'attività di mining, lo segua, i miner con potenza di costo superiore e impianti di mining meno efficienti abbandoneranno la rete".
Harper aggiunge inoltre che i miner più ridotti potrebbero subire un calo di redditività nel 2024, data la riduzione della ricompensa in BTC. Ciò conduce a un punto unanimemente rilevato da diversi commentatori, ovvero la necessità di un'impennata del prezzo di Bitcoin al fine di aumentare la redditività durante e dopo l'halving.
Il prezzo di Bitcoin è un fattore cruciale
Il CEO di Core Scientific Adam Sullivan ha dichiarato a Cointelegraph che l'effetto del dimezzamento dipenderà interamente dal prezzo di Bitcoin e influenzerà direttamente il numero di miner che rimarranno operativi:
"Più il prezzo di Bitcoin è basso, più macchine si staccheranno dalla rete, e la difficoltà si adeguerà al ribasso".
Per Core Scientific, ciò si è tradotto nell'attenzione a mantenere le macchine online per massimizzare la redditività della sua flotta di miner. Da un punto di vista più tecnico, Sullivan sostiene che il successo dei miner sarà determinato dalla loro capacità di gestire il compromesso tra l'esposizione totale ai terahash e l'efficienza dell'hardware rispetto al mercato.
Sebbene alcuni miner potrebbero essere costretti a cessare le operazioni, Sullivan ritiene che la natura del protocollo di Bitcoin consentirà sempre la sopravvivenza dell'attività di mining:
"La rete di Bitcoin si ripara da sola e, a lungo termine, incentiverà sempre l'attività di mining".
Egli aggiunge che la rete si adatterà quando alcuni miner usciranno dall'industria o spegneranno le attrezzature, liberando una percentuale maggiore del blocco per ricompensare i partecipanti che continuano a fare mining.
Leverton fa eco a tali sentimenti, sostenendo che i miner più grandi continueranno a espandere le loro operazioni, a mantenere la rete e a cogliere i potenziali guadagni se il prezzo di Bitcoin si apprezzerà in modo esponenziale nelle settimane e nei mesi successivi al dimezzamento.
Harper ritiene inoltre che l'ecosistema del mining non subirà uno shock significativo in seguito al dimezzamento e che la progettazione del protocollo incoraggerà sempre la partecipazione dei miner:
"Ci saranno sempre miner con elettricità più economica di altri, quindi finché Bitcoin avrà valore, qualcuno farà mining".
Egli sottolinea anche lo scopo fondamentale del meccanismo di aggiustamento della difficoltà di mining come forza di bilanciamento per mantenere l'incentivazione dei miner.
"Se Bitcoin diventa poco redditizio per la maggior parte dei miner, questi spegneranno i loro impianti, l'hash rate scenderà, la difficoltà seguirà e quindi diventerà più redditizio per i miner rimasti", spiega Harper.
Kulyk offre una visione più ottimistica, sottolineando l'avvento degli Ordinals di Bitcoin nel 2023 e la loro incidenza sulle fee delle transazioni e sull'attività degli sviluppatori. Insieme alla maggiore scarsità di nuovi Bitcoin, nel 2024 il mining di Bitcoin potrebbe continuare a costituire un'attività economica redditizia e sostenibile.
Scordatevi una spirale mortale di Bitcoin
I precedenti cicli di halving hanno spesso riportato titoloni riguardanti la possibilità di una cosiddetta spirale mortale per Bitcoin. Questo scenario ipotetico comporta un drastico calo della redditività e una conseguente riduzione dell'hash rate, poiché i miner sono costretti a lasciare la rete.
Dato che la difficoltà di mining di Bitcoin impiega due settimane per adattarsi alle variazioni dell'hash rate, in passato i detrattori hanno previsto che la rete sarebbe stata ostacolata da tempi di blocco più lunghi e dall'incapacità di elaborare le transazioni puntualmente.
Correlato: Adam Back: BTC a 100.000 $? Non sottovalutate l'influenza degli ETF Bitcoin
Intervistato da Cointelegraph a dicembre 2023, il CEO di Blockstream Adam Back ha ribadito che un simile scenario è improbabile. Il crittografo, pioniere dell'algoritmo proof-of-work applicato al protocollo di Bitcoin, riflette sulle passate "teorie catastrofiche" durante i precedenti dimezzamenti.
Aggiunge che tali scenari non si sono mai verificati e che i dati economici indicano che i miner si troveranno probabilmente in una posizione migliore nel 2024:
"La redditività dell'attività di mining è più che raddoppiata quest'anno. Quindi, qualora si dimezzasse, si troverebbero comunque in una posizione migliore rispetto a gennaio, e l'hash rate è salito per tutto il periodo".
Back ha inoltre sottolineato che le aziende di mining più sofisticate hanno effettuato calcoli approfonditi per tenere conto dei potenziali effetti del dimezzamento, che storicamente comportano cali dell'hash rate e la capitolazione di alcuni miner.
"Gli operatori che si ritireranno saranno i meno efficienti. I miner con attrezzature da 35-40 joule per terahash sono letteralmente due volte più efficienti", spiega Back.
Back sostiene inoltre che l'apprezzamento del prezzo di Bitcoin oltre i 40.000$ nel 2023 è più che raddoppiato rispetto all'aumento dell'hash rate. Back ritiene che il prossimo halving potrebbe avvenire senza un calo dell'hash rate, che ridurrebbe semplicemente la redditività dei miner ai livelli visti a metà del 2023.
"Forse potremmo assistere ad una continua tendenza generale al rialzo dell'hash rate fino al dimezzamento".
Il 2023 sarà un anno di prova per il settore del mining di Bitcoin, con l'aumento dell'hash rate nella prima metà dell'anno che ha portato alla chiusura di alcuni miner a causa della depressione dei prezzi di Bitcoin.
I grandi operatori con bilanci e riserve solide sono riusciti a rimanere operativi, mentre alcuni hanno addirittura aumentato la loro capacità in previsione del ciclo di halving e dello storico rialzo del prezzo di Bitcoin nei 18 mesi successivi ai cicli precedenti.
Come suggeriscono gli esperti, il 2024 dipenderà in larga misura dall'andamento del prezzo di Bitcoin e dall'efficienza delle operazioni di mining.
Traduzione a cura di Walter Rizzo