Samson Mow: Bitcoin non va bene per i pagamenti, la Lightning risolve questo problema

Samson Mow, Chief Strategy Officer (CSO) di Blockstream nonché fondatore dell'exchange di criptovalute BTCC, ha affermato che Bitcoin non è ottimale per i pagamenti, ma Lightning Network consente di risolvere questo problema.

Lightning potrebbe rivoluzionare il settore dei pagamenti

Durante un'intervista pubblicata sulla pagina Medium di SFOX, Mow ha affermato che Bitcoin non viene ancora utilizzato nella vita di tutti i giorni, ammettendo che egli stesso effettua pagamenti con carte di credito piuttosto che con criptovalute. A suo parere, il principale impiego di Bitcoin è ben diverso:

"Si tratta di una riserva di valore e di uno strumento per trasferire grossi patrimoni. Non è qualcosa da utilizzare per i pagamenti di tutti i giorni. Ho già rilasciato simili affermazioni in passato, ma la gente ha distorto le mie parole e sono stato accusato di odiare Bitcoin. Lo ripeto: Bitcoin non va bene per i pagamenti."

I pagamenti in Bitcoin, ha sottolineato l'uomo, necessitano infatti di circa dieci minuti prima che le transazioni vengano confermate. E a volte, quando la rete è particolarmente intasata, questa conferma può persino richiedere delle ore. A suo parere, per trasferire piccole quantità di denaro bisognerebbe invece utilizzare Lightning Network: un sistema istantaneo e praticamente gratuito, progettato appositamente per questo scopo.

Secondo Mow, Lightning ha il potenziale di rivoluzionare il settore dei pagamenti.

C'è Bitcoin, poi il resto

Mow ha infine affermato che Bitcoin rappresenta una classe a sé stante nel settore, in quanto non esiste una singola persona o entità che supporta, pubblicizza o controlla questa criptovaluta:

"Qualcuno una volta ha coniato la frase 'Bitcoin è nato da immacolata concezione'. Nessun'altra criptovaluta può dire lo stesso. Copiano tutte l'idea alla base di Bitcoin [...] senza tuttavia avere lo stesso tipo di origine [...]. C'è sempre qualcuno che potrebbe imporre la propria autorità sul network, e controllare o influenzare la roadmap".