Secondo un recente studio alcuni importanti parametri on-chain, tra cui i proventi del mining di Bitcoin (BTC), sono tornati a livelli pre-halving.
I dati della società di analisi Glassnode suggeriscono che le entrate derivanti dal mining di Bitcoin sono tornate agli stessi livelli registrati quando i block reward erano il doppio di oggi.
A metà maggio, quando si è verificato l’halving, il prezzo di BTC si aggirava intorno ai 9.000$; 18 novembre è raddoppiato a 18.000$. Questo suggerisce una correlazione, in quanto i miner devono vendere una quantità sufficiente dell’asset per coprire le proprie spese mentre le loro operazioni mantengono la redditività. Prezzi più alti significano maggiori profitti.
“Le entrate dei miner di #Bitcoin sono tornate ai livelli pre-halving.”
#Bitcoin miner revenue is back at pre-halving levels.
— glassnode (@glassnode) November 18, 2020
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Blockchain.com, che monitora il valore totale di block reward e commissioni di transazione distribuito ai miner, ha confermato i risultati.
I profitti giornalieri del 18 novembre ammontano a 21,2 milioni di dollari, la cifra più alta dell’anno. Il picco precedente è stato registrato il 6 maggio, a 20,6 milioni di dollari. In seguito all’evento di halving, che ha ridotto i block reward da 12,5 BTC a 6,25 BTC, le entrate sono precipitate a poco più di 7 milioni di dollari al giorno.
Il 18 marzo, i profitti del mining hanno visto un altro calo in seguito al crollo dei mercati crypto dovuto alla pandemia, che ha cancellato il 45% del prezzo di Bitcoin in meno di una settimana. Quando le entrate delle loro attività cadono rapidamente, spesso i miner sovraindebitati iniziano a fallire a causa delle condizioni di mercato sfavorevoli.
Sembra che al momento stia accadendo il contrario, mentre il prezzo della criptovaluta si avvicina al massimo storico.
Un altro fattore indicativo della salute complessiva del network e dei miner è l’hash rate, attualmente a solo 10% di distanza dal suo livello più alto di sempre.
Al termine della stagione delle piogge in Cina, dove avviene la maggior parte delle attività, le mining rig sono state disattivate in preparazione al trasferimento. Questa stagione fornisce ai miner energia idroelettrica a basso costo, e la sua conclusione è risultata in un calo stagionale dell’hash rate pari al 37%, raggiungendo livelli di 98 exahash al secondo.
Da allora, l’hash rate (che molti credono correlato al prezzo) ha recuperato terreno arrivando a 143,4 EH/s, poco lontano dal suo picco di metà ottobre a 157,6 EH/s, secondo Bitinfocharts.com.
Le cifre attuali relative alle entrate dei miner e alla ripresa dell’hash rate promettono bene per la continuazione del bull market, che potrebbe spingere i prezzi di Bitcoin verso un nuovo massimo storico entro la fine dell’anno.