Un nuovo rapporto di ricerca del Digital Assets Research Institute (DARI) ha rivelato come il mining di Bitcoin abbia avuto un impatto sulla rete elettrica del Texas e abbia fatto risparmiare allo Stato ben 18 miliardi di dollari eliminando la necessità di nuovi impianti di peaker a gas.
I risultati emergono in seguito alle condizioni meteorologiche estreme che hanno colpito il Texas negli ultimi anni, tra cui la tempesta invernale del 2021 che ha causato blackout diffusi e perdite economiche significative.
Storicamente, gli operatori di rete si sono affidati agli impianti di peaker a gas per far fronte ai picchi di domanda di elettricità. Pur essendo efficaci in brevi periodi, questi impianti sono costosi, rimangono inattivi per gran parte dell'anno ed emettono notevoli quantità di gas serra.
Il rapporto del DARI evidenzia come il mining di Bitcoin (BTC) offra un'alternativa più efficiente agli impianti di peaker a gas, mediante programmi di risposta alla domanda in cui i miner possono ridurre rapidamente il consumo di energia durante i picchi di domanda e stabilizzare la rete.
Scongiurare scelte onerose per il mining di BTC
Il rapporto DARI riporta che l'Electric Reliability Council of Texas (ERCOT) ha cercato alternative alle tradizionali centrali peaker a gas dopo la devastazione della tempesta invernale del 2021.
Ritenendo quindi che le attività di mining di BTC potessero contribuire a bilanciare la domanda e l'offerta di energia elettrica per evitare ulteriori blackout, i programmi di risposta alla domanda dell'ERCOT hanno visto la partecipazione volontaria dei miner.
I programmi di risposta alla domanda dell'ERCOT riducono volontariamente l'utilizzo di energia durante i picchi di domanda. Tale approccio ha eliminato la necessità dell'investimento di 10 miliardi di dollari proposto da Berkshire Hathaway Energy in nuovi impianti peaker a gas, che avrebbero ulteriormente aumentato i costi dell'elettricità per i texani.
Considerazioni ambientali sul mining di BTC
Gli impianti peaker a gas sono stati criticati per le loro inefficienze e per il loro contributo ai gas serra, in quanto rimangono inattivi per la maggior parte dell'anno, rilasciando centinaia di migliaia di tonnellate di anidride carbonica (CO2) nell'atmosfera ogni anno.
Secondo il rapporto DARI, il mining di BTC offre una soluzione più pulita ed economica, in cui i miner operano ininterrottamente e generano ricavi, pur essendo in grado di ridurre il consumo di energia quando necessario durante i picchi di domanda.
Le implicazioni ambientali di questa flessibilità consentono alle reti elettriche di incorporare un maggior numero di fonti di energia rinnovabile come l'energia eolica e solare, spesso sottoutilizzate a causa della loro intermittenza nella produzione di energia.
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Attività di lobby e sviluppi dell'attività di mining di BTC
Secondo il rapporto DARI, nonostante i vantaggi derivanti dal mining di BTC, l'industria si scontra con la forte opposizione da parte di entità aziendali e politiche, come ad esempio le lobby di Berkshire Hathaway Energy.
Il rapporto evidenzia come alcuni legislatori texani abbiano messo in dubbio il contributo del mining di BTC come alternativa agli impianti di peaker a gas, nonostante gli studi ERCOT e peer-reviewed ne confermino l'impatto positivo sulla stabilità della rete.
I sostenitori del mining di BTC, come il senatore statunitense Ted Cruz, in un'intervista esclusiva a Cointelegraph, hanno descritto il Texas come “un'oasi per Bitcoin” grazie ai suoi bassi costi e all'ambiente favorevole alle imprese.
Cruz ha affermato che il Texas è noto per la sua “energia abbondante ed a basso costo” e che intende garantire che la tendenza all'aumento dei posti di lavoro sul territorio continui e si intensifichi mentre lo Stato incrementa le sue attività di mining di BTC.
Traduzione a cura di Walter Rizzo