Questa notte il prezzo di Bitcoin (BTC) ha toccato un minimo di circa 8.750$, per poi ottenere una parziale ripresa fino agli attuali 8.850$. La combinazione di miner che vendono più BTC di quanti ne producano, del prezzo che registra sei lower high consecutivi e del retest del supporto a 8.800$ rende BTC vulnerabile a un intenso pullback.

Sei lower high consecutivi dal 19 giugno a oggi

Dal 19 giugno dello scorso anno a oggi, Bitcoin ha registrato sei lower high consecutivi: l'aumento di prezzo è stato respinto a 14.000$, 13.300$, 12.300$, 10.600$, 10.500$ e 10.000$.

In analisi tecnica, i lower high indicano che gli acquirenti non riescono a stabilire nuovi cicli rialzisti: quando uno di questi lower high viene raggiunto, la pressione di vendita nel mercato di dimostra essere troppo forte e la crescita viene interrotta.

Bitcoin ha registrato sei lower high consecutivi dal 19 giugno a oggi. Fonte: Tradingview

Il rifiuto dell'area compresa fra i 9.800 e i 9.900 dollari, unito al secondo test del supporto a 8.800$, suggerisce che Bitcoin non è ancora pronto per un rally sopra i 10.000$.

BTC continua a testare il supporto a 8.800$

Per la seconda volta negli ultimi quattro giorni, il prezzo di Bitcoin ha testato il supporto a 8.800$. Solitamente, quando una criptovaluta testa un supporto chiave per tre o quattro volte di seguito, le probabilità di una contrazione sotto tale livello aumentano esponenzialmente. 

Inoltre, i dati di TradingLite mostrano un gran numero di sell order su OKEx posizionati fra i 9.300 e i 9.400 dollari.

OKEx, muro di sell order a 9.300$. Fonte: Hsaka

Dato che su OKEx sono presenti molti acquirenti al supporto a 8.800$ e c'è una forte pressione di vendita a 9.300$, è probabile che il prezzo di BTC continuerà a oscillare fra questi due livelli.

Tuttavia, un nuovo pullback al di sotto degli 8.800$ potrebbe far scivolare il prezzo della criptovaluta fino al range compreso fra i 6.000 e i 7.000 dollari.

Forte pressione di vendita da parte dei miner

Nel frattempo, i miner di Bitcoin continuano a vendere più monete di quante ne producano. Affinché le attività di mining raggiungano il break-even, il prezzo di BTC dovrebbe essere superiore ai 12.000$.

Ma in questo momento il valore della criptovaluta è di gran lunga più basso: ciò significa che i miner sono costretti a vendere una porzione delle loro scorte per coprire le spese.

Su Twitter, l'analista Willy Woo ha spiegato che nel mercato di Bitcoin sono principalmente due le entità che creano forti pressioni di vendita: i miner e gli exchange.

In particolare, Woo ha dichiarato:

"Nel mercato, i principali venditori sono soltanto due. (1) Miner, che diluiscono l'offerta e vendono nel mercato. Si tratta di una sorta di tassa nascosta, causata dall'inflazione monetaria. E (2), gli exchange che tassano i trader e vendono nel mercato."

Bitcoin, Miner's Rolling Inventory al 103%. Fonte: ByteTree

Come mostrato dal grafico qui in alto, il Miner’s Rolling Inventory (MRI) è al 103%: ciò significa che in questo momento i miner stanno vendendo molti più BTC del solito. In altre parole, la forte pressione di vendita generata dai miner potrebbe impedire una ripresa da parte di BTC nel prossimo futuro.

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