Il 3 settembre, il prezzo di Bitcoin (BTC), l’indice S&P 500 e l’oro sono scesi contemporaneamente. In seguito al crollo, il sentiment nei mercati resta cautamente negativo.

Sono due i probabili fattori che hanno innescato il brusco calo di Bitcoin per più dell’8% nell’arco della giornata di ieri. Primo, i miner hanno venduto quantità insolitamente grandi di BTC in un breve periodo. Secondo, l’indice del dollaro statunitense ha iniziato a riprendersi da una zona di supporto fondamentale, valida da diversi anni.

Grafico giornaliero di BTC/USD. Fonte: TradingView.com

Gli analisti attribuiscono anche la perdita dell’oro alla crescita del dollaro statunitense. L’avvertimento della Banca Centrale Europea sul rialzo dell’euro ha reso gli investitori più prudenti in merito alla valuta fiat. La variazione del livello di fiducia ha aiutato ulteriormente il dollaro, contribuendo alla contrazione dell’oro.

Il calo segnato dall’S&P 500 potrebbe essere stato una coincidenza, in quanto ha seguito una forte vendita da parte di grandi aziende tecnologiche.

Qual è la prossima mossa per il prezzo di Bitcoin?

Dopo la grave correzione, il clima di mercato per Bitcoin rimane confuso. Alcuni investitori affermano che probabilmente BTC rimarrà stabile sopra i 10.500$ e vedrà una continuazione rialzista.

Altri accennano alla possibilità di un massimo nel medio termine, considerando l’intensità del pullback in una zona cruciale. Un trader pseudonimo conosciuto come “DonAlt” ha spiegato:

“C’è una forte possibilità che stiamo segnando un massimo a medio termine qui. Se il prezzo si riprende gli 11.500$ entro il fine settimana considererò l’idea nulla, ma fino ad allora credo che questa struttura formerebbe uno splendido massimo.”

La brusca flessione di Bitcoin da 12.000$ a meno di 10.500$ dimostra che la zona compresa tra 12.000$ e 12.500$ è un forte range di resistenza, mentre BTC rischia di formare un pattern head and shoulders su intervalli più estesi.

Tecnicamente, il calo di Bitcoin da 11.462$ a 10.460$ nell’arco di 24 ore aumenta le probabilità di un ulteriore pullback, dato che l’asset ha cancellato 31 giorni di guadagni con una singola candela giornaliera.

In un commento a Cointelegraph, l’analista crypto di eToro Simon Peters ha spiegato che la struttura di mercato rialzista è ancora intatta. Di conseguenza, finché BTC non scende sotto i 10.000$, i fattori tecnici suggeriscono l’improbabilità di una forte correzione:

“Il livello degli 11.300$, supporto valido per tutto il mese di agosto, si è ora spezzato, e Bitcoin potrebbe cadere ancora un bel po’. Possiamo aspettarci un altro test dei 10.000$ come nuovo punto di minimo, che potrebbe coincidere anche con la media mobile esponenziale (EMA) a 200 giorni.

Da un punto di vista tecnico, questo scenario potrebbe rinforzare la price action e impedire al prezzo di scendere ulteriormente.”

Gli ultimi mesi hanno segnato il periodo più lungo in cui Bitcoin è rimasto sopra i 10.000$ dal 2017. Un’altra variabile che potrebbe scongiurare un ulteriore ribasso sono i compratori a bordo campo pronti a entrare nel mercato in prossimità dei 10.000$.

C’è però un risvolto positivo

Secondo Peters, un risvolto positivo della situazione attuale sta nel fatto che la recente correzione potrebbe invitare i compratori nel breve termine. Una notevole quantità di capitale è ferma in attesa ai margini, soprattutto nei mercati delle stablecoin.

“Sono numerose le possibili cause del sell-off, tra cui spicca la grande vendita dei miner. Se vogliamo trovare il lato positivo, una correzione verso i 10.000$ potrebbe benissimo invogliare alcuni bull rimasti a bordo campo a investire finalmente in Bitcoin.”