Ieri il Dow Jones si è contratto del 2,84%, registrando un calo del 9,27% rispetto al picco di giugno. Mentre si teme per una più profonda correzione del mercato azionario, anche le probabilità di un pullback di Bitcoin (BTC) potrebbero aumentare.
Gli analisti hanno individuato svariate potenziali cause per questa tendenza ribassista del mercato: prima fra tutte la mancanza di liquidità. Quando infatti il bilancio della Federal Reserve ha iniziato a ridimensionarsi, anche il valore dei titoli statunitensi è diminuito.
A causa della forte correlazione fra Bitcoin e azioni americane degli ultimi mesi, potremmo assistere a un calo di prezzo anche per la criptovaluta.
Terminata la liquidità, i rischi macroeconomici sono divenuti più evidenti
Holger Zschaepitz, analista di Welt, ha spiegato che inizialmente la mano degli investitori è stata forzata dall'aggressiva iniezione di liquidità da parte della Fed. Ma quando la liquidità è diminuita, i rischi di natura macroeconomica, come il numero in continua crescita di contagi e le pessime condizioni del mercato del lavoro, sono divenuti più evidenti.
Correlazione fra borsa statunitense e liquidità globale. Fonte: Holger Zschaepitz, Bloomberg
Facendo riferimento al grafico qui in alto, che mostra la correlazione fra S&P 500 e liquidità globale, Zschaepitz ha scritto:
"Questo grafico mostra che gli investitori sono dipendenti dagli incentivi governativi, come dei drogati.
Senza nuova liquidità dalla Banca Centrale, improvvisamente fattori come un'economia globale in difficoltà, valutazioni azionarie eccessivamente alte e numero di casi di COVID in aumento tornano a essere importanti."
Quando questa settimana il Dow Jones ha subito la sua prima grossa contrazione, in data 23 giugno, il prezzo di Bitcoin è crollato del 7%.
Il mercato azionario si contrae e Bitcoin crolla del 7%, 23 giugno. Fonte: TradingView.com
PlanB: la correlazione non è necessariamente un fattore negativo
PlanB, l'analista ideatore del noto modello di prezzo Stock-to-Flow, ha affermato che nel breve termine una forte correlazione fra Bitcoin e azioni potrebbe essere positiva.
La crescita simultanea di Bitcoin e azioni potrebbe infatti indicare che il grande pubblico finalmente considera BTC un asset consolidato:
"A mio parere si tratta di una buona notizia. Sarebbe davvero preoccupante se i soldi di questo QE da migliaia di miliardi di dollari finissero in azioni, obbligazioni, immobili, oro... ma non in Bitcoin.
Inoltre, la Fed sta pompando le azioni. Quindi sapere che azioni e Bitcoin si muovono di pari passo significa che BTC è in linea con gli interessi della Fed."
Se la Fed dovesse ancora una volta aumentare la liquidità a causa del deterioramento del mercato azionario statunitense, anche Bitcoin potrebbe beneficiarne.
Tuttavia, nel breve termine i grafici di BTC suggeriscono una possibile contrazione più profonda. Secondo Tone Vays, noto trader di criptovalute e personalità di YouTube, Bitcoin continuerà a oscillare fra i 6.000$ e i 10.000$ fino al 2021.
Ciononostante, il trader SteveCrypt0 ritiene che persino un crollo a 6.000$ non perturberebbe il trend rialzista a lungo termine di BTC:
"Potremmo arrivare a un minimo di 6.300$, o persino scivolare fino a 6.000$, e rimanere comunque rialzisti.
Si tratterebbe infatti di una salutare correzione verso il golden pocket del livello Fibonacci 0,618. La mia è un'analisi tecnica del tutto pura e imparziale.
Basta fare uno zoom indietro per eliminare tutto il frastuono."