Bitmain coinvolta in una class action da 5 mln di dollari per mining non autorizzato tramite i dispositivi dei clienti

Il colosso del mining Bitmain sta affrontando una class action da 5 milioni di dollari, che accusa la società di aver minato criptovalute a proprio vantaggio sui dispositivi dei suoi clienti. I documenti processuali sono stati pubblicati dalla North District Court of California il 19 novembre.

Il querelante principale, Gor Gevorkyan, residente nella contea di Los Angeles, ha sporto denuncia contro le divisioni di Bitmain in Cina e negli Stati Uniti, sostenendo che la società sta beneficiando, senza autorizzazione, del lungo periodo di "inizializzazione" dei suoi dispositivi ASIC [Application-Specific Integrated Circuito], necessario per la configurazione:

"Finché le lunghe e complicate procedure di inizializzazione non vengono completate, i dispositivi ASIC di Bitmain sono preconfigurati per utilizzare l'elettricità dei propri clienti per generare criptovalute a vantaggio di Bitmain."

Dai documenti processuali, si evince Gevorkyan ha acquistato dei dispositivi Bitmain, tra cui S9 Antminer, nel gennaio 2018.

La causa accusa quindi la società di svolgere "una pratica commerciale sleale" e di aver "ingiustamente arricchito" l'impresa utilizzando impropriamente i dispositivi ASIC e l'elettricità dei suoi clienti, provocando così "perdite accertabili e tangibili".

Gevorkyan chiede un risarcimento da 5 mln di dollari per conto di tutti i miner che si trovano "nella stessa situazione" essendo clienti di Bitmain.

La causa arriva in un periodo pieno di eventi per il gigante del mining: i suoi dispositivi, prodotti in Cina, rischiano di essere influenzati dalle sanzioni statunitensi, cosa che potrebbe intaccare non poco le sue vendite all'estero, che nel 2017 costituivano il 51,8% delle entrate totali della società.