La Banca Mondiale ha recentemente criticato la tecnologia blockchain, invitando alla prudenza per quanto riguarda il suo utilizzo nel settore della proprietà terriera.
Durante la 20° edizione della Annual Conference on Land and Poverty, attualmente in corso a Washington, la Land Administration Specialist Aanchal Anand ha messo in guardia l'utenza riguardo a quella che è stata definita "frenesia da blockchain."
"Questa tecnologia più sembrare importante e appariscente, come se potesse risolvere tutti i nostri problemi... ma un vero Big Mac non è mai uguale a quanto mostrato nelle pubblicità", ha commentato la donna. "A volte ci interessiamo eccessivamente alle cose stravaganti, anche se spesso sono le tecnologie più semplici a portare i risultati migliori."
Alla medesima conferenza ha anche partecipato Tim Robustelli, membro di New America, un gruppo di ricerca con sede negli Stati Uniti, il quale ha affermato:
"Molti considerano la blockchain una sorta di bacchetta magica, capace di salvare le foreste pluviali e risolvere la fame nel mondo. Ma non funziona così. Non può, ad esempio, rimediare ad una raccolta di dati negligente o incompleta."
Ciononostante, numerosi esperti del settore continuano a lodare l'enorme potenziale di questa tecnologia. Secondo uno studio recentemente pubblicato dal MIT Technology Review, "molti progetti potenzialmente innovativi sono ancora vivi e vegeti, e stanno per dare i propri frutti". Parecchie grandi aziende pianificano infatti il lancio nei prossimi mesi di iniziative basate sui registri distribuiti: il 2019 potrebbe pertanto diventare l'anno "nel quale la blockchain diverrà finalmente una tecnologia ordinaria".