Le aziende operanti nel settore delle criptovalute faticano ancora ad aprire conti bancari

Le compagnie operanti nel settore delle criptovalute hanno ancora problemi ad aprire conti bancari: lo rivela un articolo recentemente pubblicato sul portale d'informazione Bloomberg.

Il resoconto cita le lamentele di Sam Bankman-Fried, CEO dell'azienda di trading Alameda Research, secondo il quale "la procedura standard, vale a dire recarsi nella filiale di Chase più vicina, non funziona con le criptovalute". L'uomo spiega inoltre che non è affatto illegale per le banche offrire i propri servizi ad aziende operanti nel settore delle monete digitali, ma si tratta "di un enorme grattacapo per quanto riguarda la conformità, e non vogliono spendere le risorse per risolverlo."

Bloomberg sottolinea tuttavia che, nonostante le grandi istituzioni bancarie evitano l'industria blockchain, quelle minori stanno tentando di mettere le mani su questo mercato attualmente poco servito. Silvergate Bank, con sede a San Diego, ha affermato a novembre dello scorso anno che i business legati alle criptovalute hanno necessità di depositare ben 40 miliardi di dollari.

Anche Sonny Singh, Chief Commercial Officer di BitPay, ha dichiarato che l'azienda è stata rifiutata da numerose banche. NKB Group, società d'investimento in progetti blockchain, ha riscontato numerosi problemi nei propri rapporti con le istituzioni finanziarie. Ben Sebley, Head of Brokerage di NKB, ha infatti commentato:

"Negare i servizi bancari di base è pura follia, impedisce la crescita del settore e obbliga le aziende a trovare soluzioni creative per aggirare il problema [...] La prudenza delle banche è eccessiva."

Persino a Malta, definita "Isola della Blockchain" per le proprie normative estremamente favorevoli allo sviluppo dell'industria dei registri distribuiti, spesso le aziende operanti in questo settore faticano ad aprire conti bancari. A tal proposito Silvio Schembri, Segretario Parlamentare per i Servizi Finanziari di Malta, ha spiegato:

"Sembrerebbe che quando si tratta di operatori di criptovalute, le banche aspettano che questi ultimi ottengano una licenza MFSA [Malta Financial Services Authority] prima di aprire le loro porte - il che è comprensibile".