Sono passati 150 giorni da quando la Cina ha vietato il mining di Bitcoin (BTC), e sembra che il provvedimento abbia favorito la price action di BTC.
Cinque mesi fa, la Cina ha suscitato un considerevole ma prevedibile scalpore rafforzando le sue politiche ostili nei confronti delle criptovalute.
I Bitcoiner alla Cina: grazie per il divieto
Come tutti gli altri “divieti” precedenti, la mossa della Cina contro i miner ha causato una turbolenza del prezzo temporanea, abbinata al più grande sconvolgimento fisico nella storia di Bitcoin.
Mentre i miner chiudevano i battenti e si trasferivano fuori dalla Cina, l’hash rate del network di Bitcoin è precipitato del 50%, e nei mesi successivi la difficoltà si è adattata lentamente ai cambiamenti.
Da allora, però, è avvenuto una potente rinascita, e ora il network e la sua sicurezza hanno praticamente cancellato qualsiasi traccia dell’impatto cinese. La price action di Bitcoin, nel frattempo, mostra un trend molto più chiaro.
“La Cina ha vietato le transazioni e il mining di BTC solo 150 giorni fa,” ha riassunto l’analista Willy Woo.
“Oggi il network è più decentralizzato che mai e il prezzo è aumentato del 50%. Antifragile.”
Come segnalato da Cointelegraph, storicamente le misure anti-Bitcoin adottate da Pechino sono risultate in aumenti del prezzo, non cali; il 2021 non ha fatto eccezione.
I dati sull’hash rate mostrano ulteriormente come l’assenza della Cina ha migliorato la decentralizzazione, eliminando un punto debole che caratterizzava il mining da anni.

Woo aveva considerato i potenziali vantaggi nascosti dietro il divieto sul mining ancora prima che BTC/USD iniziasse la sua ripresa, descrivendo le azioni della Cina come “altruistiche.”
Secondo le stime, ora il più grande partecipante in termini di hash rate del network di Bitcoin sono gli Stati Uniti.
I miner HODLano post-Cina
Il comportamento dei miner attuale sottolinea la prospettiva a lungo termine dei partecipanti al network dopo l’uscita della Cina.
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I deflussi dei miner rimangono minimi nonostante l’avvicinarsi del prezzo di BTC ai massimi storici, mentre le loro riserve sono prossime ai minimi storici, come indicato dalla società di analitica on-chain CryptoQuant.

Sia i miner che gli HODLer a lungo termine si rifiutano di vendere ai livelli attuali per via delle aspettative di nuovi massimi e di un blow-off top per BTC/USD che potrebbe toccare i 300.000$.
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