Secondo alcune fonti anonime di Business Insider, la multinazionale statunitense Citigroup sta sviluppando un prodotto per consentire agli investitori istituzionali di accedere ai mercati delle criptovalute senza entrare direttamente in possesso di asset cripto.
Citigroup, che in precedenza aveva adottato un approccio centralizzato nei confronti delle criptovalute, utilizzerà una versione rinnovata dell'American Depositary Receipts (ADR), un tipo di security emesse sin dagli anni '20 che rappresentano le security di una società non statunitense, per permettere agli investitori di commerciare criptovalute in modo indiretto.
Secondo le fonti, il prodotto finale prenderà il nome di Digital Asset Receipt (DAR) e "funzionerà in modo molto simile" ad un ADR, dato che entrambi "forniscono agli investitori statunitensi un modo per possedere azioni estere che non troverebbero sugli exchange nazionali".
"[Nelle ADR], l'azione è detenuta da una banca, che rilascia la ricevuta di deposito. In questo caso, la criptovaluta è detenuta da un custode e il DAR viene emesso da Citigroup", spiega Business Insider parafrasando le sue fonti.
Sebbene non sia stata menzionata alcuna data di lancio e Citigroup si sia rifiutata di rilasciare dichiarazioni, la notizia arriva in un momento abbastanza delicato per i mercati delle criptovalute.
Come segnalato qualche ora fa, la Securities and Exchange Commission (SEC) ha emesso un divieto temporaneo su due exchange-traded note (ETN) basate su criptovaluta, citando come motivo della decisione la "confusione" tra gli investitori.
Intanto, il destino di diversi exchange-traded fund (ETF) basati su Bitcoin ed Ethereum rimane un tema scottante: ad agosto, la SEC ha rifiutato proprio una serie di proposte di ETF sul Bitcoin.