Il settore degli asset digitali è complessivamente molto diverso rispetto a tre anni fa. Il 2017 è stato un anno pieno di sviluppi, con un aumento astronomico dei prezzi ed un boom delle raccolte fondi, in un contesto ove la regolamentazione, se presente, era molto leggera. Alcuni dei fenomeni più rilevanti del 2017, come le ICO, sono in gran parte scomparsi. Altre nicchie, invece, come il trading di derivati, hanno da allora conosciuto una crescita storica, come rilevato in un recente report del noto exchange americano Kraken.
Nel documento, intitolato "The Tail Wags the Dog: An Evolution of Bitcoin Futures," si legge:
“A partire da pionieri come Crypto Facilities, BitMEX, Deribit, BitVC (ora HuobiDM), e OKCoin (ora OKEx), il trading di derivati crypto ha davvero preso piede nel 2017, in corrispondenza all'ingresso nel settore di operatori tradizionali come CME e CBOE".
Il paper sottolinea che "il volume dei derivati è ora almeno 4,6 volte più grande di quello del trading spot, e crediamo che il trend probabilmente continuerà". Lo spot trading Bitcoin (BTC) rappresenta acquisti e vendite del vero e proprio BTC, trasferibile anche fuori dagli exchange. I derivati sono prodotti secondari: essi sono essenzialmente delle scommesse sul prezzo futuro del Bitcoin.
La domanda di derivati crypto ha avuto un boom negli ultimi anni. Sfruttando il trend, piattaforme come BitMEX si sono rafforzate, sono emersi nuovi player come Bybit, e gli exchange esistenti come Binance hanno aggiunto i propri prodotti derivati.
Il Chicago Mercantile Exchange (CME) ha aggiunto i future Bitcoin nel 2017, includendo successivamente il trading di opzioni Bitcoin nel 2020. Anche la Chicago Board Options Exchange (CBOE) aveva aperto agli scambi di future BTC nel 2017, ma il prodotto è stato ritirato nel 2019.
Il report di Kraken spiega dettagliatamente come “la crescita dei volumi dei derivati è in netto contrasto con quella dei volumi spot". Il volume spot è diminuito notevolmente dai picchi dell'ultimo bull market, mentre quello dei derivati è andato alle stelle:
"Dal secondo trimestre 2017 al primo trimestre 2018 il volume spot è salito bruscamente, da un minimo di circa 58 miliardi di dollari a un massimo di 570 miliardi, prima di crollare a 104 miliardi quasi due anni dopo. Da allora, i derivati hanno completamente sostituito lo spot trading come mercato dominante, ed i volumi spot non sono più riusciti a recuperare completamente. Il volume nozionale dei derivati è esploso da meno di 6 mld di dollari nel secondo trimestre del 2017 a oltre 1.700 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2020."
Nello spiegare le motivazioni di questo boom, Kraken indica la leva finanziaria come elemento fondamentale: i trader di derivati possono essenzialmente prendere in prestito grandi capitali per gli scambi, in base all'importo che detengono nei loro conti.
Sebbene i derivati abbiano registrato un boom dal 2017, la regolamentazione sta recuperando terreno, tanto che la maggior parte delle piattaforme di derivati crypto ha messo al bando i clienti statunitensi negli ultimi anni. Inoltre, circa un mese fa le autorità statunitensi hanno aperto un’indagine nei confronti di BitMEX per presunte violazioni normative.