Un documento pubblico rilasciato dal Federal Bureau of Investigation (FBI) degli Stati Uniti testimonia che l'agenzia investigativa ha sequestrato circa 1,7 milioni di dollari di asset digitali da marzo a maggio.
Secondo il documento, l'FBI ha sequestrato 147.000$ in Bitcoin (BTC), 800.000$ in Ether (ETH), 307.000$ in Tether (USDT), 469.000$ in Dai (DAI) e 20.000$ in Monero (XMR). Gli asset sono stati confiscati da varie fonti, tra cui i wallet dell'exchange Binance.
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Nel Distretto Orientale della Virginia, l'agenzia ha confiscato un totale di 428,5 ETH, che rappresentano la maggiore quantità sequestrata finora. Il valore di uno dei sequestri di Ether ammontava a circa 463.000$.
Nel documento, l'FBI ha anche sottolineato che i sequestri degli asset sono il risultato di varie violazioni delle normative federali. L'FBI ha descritto:
"Il Federal Bureau of Investigation (FBI) comunica che gli asset elencati di seguito sono stati confiscati per violazione della legge federale".
Oltre alle criptovalute, l'FBI ha elencato anche il sequestro di vari oggetti, tra cui dollari statunitensi da conti bancari, auto sportive, borse di lusso, vestiti e scarpe.
Nel frattempo, l'FBI ha ricordato alla crypto community che i truffatori si spacciano per operatori legittimi del settore dei token non fungibili (NFT). Il 6 agosto, l'FBI ha messo in guardia dagli account hijacker che approfittano delle vittime creando un "senso di urgenza" e conducendole su siti web falsi che rubano i loro asset. L'FBI ha dichiarato che i criminali violano gli account social ufficiali o ne creano di nuovi simili a quelli ufficiali per compiere furti e frodi.
Oltre alle truffe di phishing e al dirottamento dei social media, ad inizio anno l'FBI ha avvertito anche della presenza di falsi annunci di lavoro nel settore crypto. Il 23 maggio, l'agenzia ha rilevato che i cittadini statunitensi dovrebbero essere consapevoli dei falsi annunci di lavoro legati al traffico di posti di lavoro, in cui le vittime sono costrette a commettere frodi di investimento in criptovalute.
Traduzione a cura di Walter Rizzo