Un hacker informatico del Regno Unito, che aveva compromesso oltre 500 conti Coinbase tra il 2018 e il 2019, è stato condannato a tre anni e mezzo di carcere.
Elliot Gunton si è dichiarato colpevole di associazione a delinquere finalizzata a commettere frodi al di fuori del Regno Unito e riciclaggio di denaro. Gunton – all'età di appena 17-18 anni – e i suoi complici hanno rubato circa 900.000$ da oltre 500 conti Coinbase, secondo quanto riportato il 27 luglio da North Norfolk News.
Gunton è riuscito a ottenere le password delle sue vittime indirizzando i log-in a un sito web fittizio. "Si è trattato di un reato altamente sofisticato, che ha richiesto una notevole pianificazione e competenza tecnica," ha dichiarato il giudice Alice Robinson della Norwich Crown Court.
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Non è la prima volta che il giovane finisce sulle prime pagine dei giornali. Nel 2019, Gunton era stato condannato a 20 mesi di carcere per aver rubato i dati personali di alcuni utenti di TalkTalk in cambio di alcune centinaia di migliaia di dollari in crypto. È tuttavia riuscito a evitare il carcere completando un ordine di riabilitazione di 12 mesi.
Gli è stato inoltre ordinato di restituire 407.359 sterline britanniche dopo aver violato alcuni account Instagram di alto profilo.
Tribunale statunitense multa un crypto-truffatore per $31 milioni
Nel frattempo, negli Stati Uniti un tribunale federale ha ordinato ad Abner Alejandro Tinoco e alla sua società, Kikit & Mess Investments, di pagare oltre 31 milioni di dollari per aver gestito una serie di truffe basate su criptovalute e monete estere.
Tinoco è stato accusato di aver accettato fondi d'investimento da alcuni clienti e di aver pagato profitti "fasulli" ad altri clienti, come in una sorta di schema Ponzi. Tinoco ha indotto le vittime a pensare che i loro fondi venissero investiti; quel denaro veniva invece utilizzato per finanziare lo stile di vita sfarzoso del criminale, che comprendeva l'acquisto di ville di lusso e il noleggio di jet privati.
A Tinoco è stato ordinato di restituire 6,2 milioni di dollari alle sue quasi 200 vittime, nonché di pagare due multe da 6,2 milioni e 18,8 milioni di dollari.
Gli schemi fraudolenti sono iniziati nel settembre 2020, quando Tinoco ha sottratto alle sue vittime ben 7,2 milioni di dollari. Circa un anno dopo, la Commodity Futures Trading Commission ha avviato un'azione esecutiva contro Tinoco e la sua azienda Kikit & Mess Investments.
Regolatore di Washington mette in guardia contro Vims.One
Il Washington State Department of Financial Institutions (DFI) ha individuato una piattaforma crypto potenzialmente fraudolenta, consigliando agli investitori di starne alla larga.
L'ente ha ricevuto un reclamo da un investitore che sosteneva di aver depositato alcune criptovalute sulla presunta piattaforma di investimento Vims.One, la quale non è tuttavia più disponibile. La vittima racconta di essere stato contattato su WhatsApp da "Mark" e "Alice," che promettevano un rendimento superiore al 100% due volte a settimana.
Agli investitori veniva inoltre chiesto di pagare una commissione del 5% per prelevare i fondi dalla piattaforma. La vittima che ha contattato il DFI sostiene di essere riuscito a recuperare i fondi, ma altri non sono stati altrettanto fortunati.
"Invitiamo i consumatori a prestare la massima attenzione prima di rispondere a qualsiasi sollecitazione che offra servizi d'investimento o finanziari," avverte il Washington State Department of Financial Institutions.
Autorità coreane arrestano un finto miner di criptovalute
Un uomo in Corea è stato arrestato e accusato dalle autorità di aver rubato oltre 1,3 milioni di dollari (1,8 miliardi di won coreani) gestendo una falsa attività di crypto-mining.
Il criminale prometteva alle vittime "ingenti profitti," secondo quanto riportato il 26 luglio da E Asia Economy. L'uomo, che ha gestito la finta azienda dal settembre del 2021 all'agosto del 2023, è stato accusato di frode.
"Nonostante il truffatore non conducesse alcuna attività legata alle criptovalute, prometteva un elevato profitto del 3-8% al mese," ha dichiarato E Asia Economy. Ma l'uomo non faceva altro che utilizzare il denaro ricevuto dai nuovi investitori per pagare i "profitti" dei clienti precedenti, facendo apparire l'impresa redditizia: si trattava di un classico schema Ponzi.