Regolamentazioni su criptovalute 'ancora lontane', afferma un coordinatore della sicurezza degli Stati Uniti

Una delle personalità più importanti della sicurezza governativa statunitense ha rivelato, durante un'intervista con CNBC avvenuta il 16 febbraio, che si è ancora “lontani” dalla regolamentazione delle criptovalute..

In alcuni commenti che ricordano altre voci già sentite quest'anno provenienti proprio dagli Stati Uniti, l'assistente speciale del Presidente alla Casa Bianca e coordinatore della sicurezza informatica Rob Joyce ha dichiarato questo venerdì durante la Conferenza di Sicurezza di Monaco che si è ancora nella fase di “studio”.

Posso affermare con certezza che stiamo ancora studiando e e cercando di capire quali siano le buone e le cattive idee in questo settore”, ha affermato sull'argomento. “Quindi non posso dire che siamo vicini alla soluzione.”

Le cerchie del Bitcoin hanno reagito positivamente alla decisione della Securities and Exchange Commission (SEC) e della Commodity Futures Trading Commission (CTFC) di adottare un approccio delicato riguardo alle regolamentazioni.

Le dichiarazioni dei direttori Jay Clayton (SEC) e Christopher Giancarlo (CFTC) a inizio febbraio hanno messo in chiaro che le autorità sono preoccupate principalmente per le truffe legate alle criptovalute.

Anche Joyce ha espresso preoccupazione per il crimine, nonostante prove ormai evidenti dimostrino che tali attività non siano così diffuse come temono in molti.

Siamo preoccupati. Ci sono benefici legati al concetto di Bitcoin - denaro digitale, valute digitali”, ha continuato. “Ma allo stesso tempo, guardando al modo in cui si comporta il Bitcoin in caso di atti criminali... non si può riavvolgere il tempo e recuperare i soldi perduti”.

La tracciabilità dei Bitcoin ha significato rischi sempre crescenti per i gruppi di criminali, e anche casi che coinvolgono altre criptovalute sono ben lungi dall'essere inoppugnabili: l'attuale indagine legata all'attacco ai danni dell'exchange Coincheck ne è la dimostrazione.

Nel frattempo, è probabile che a marzo diversi paesi sollevino la questione delle regolamentazioni durante il Summit del G20 a Buenos Aires.