Le truffe con criptovalute hanno colpito oltre 1.200 investitori australiani nel 2017

Stando ad alcuni nuovi dati pubblicati questo mese, nel 2017 le truffe con criptovalute hanno portato ad oltre 1.200 ricorsi al Comitato di Difesa dei Consumatori in Australia.

L'organo di stampa ABC dichiara di aver ottenuto questi dati dalla Australian Competition & Consumer Commission (ACCC), rivelando la presenza di 1.289 reclami legati a Bitcoin e criptovalute, con perdite da parte dei cittadini per 1.218.206$.

Per il momento l'Australia è rimasta in silenzio, nonostante le voci sempre più insistenti degli enti internazionali di regolamentazione riguardo alla necessità di tenere sotto controllo le vendite di token e relative attività.

Come riportato in varie occasioni da Cointelegraph sin dal World Economic Forum 2018 di gennaio, la Securities and Exchange Commission (SEC) degli Stati Uniti pianifica un disegno di legge per il controllo di questa tipologia di prodotti finanziari, un sentimento successivamente condiviso anche da altre importanti entità, come l'Unione Europea.

Nonostante ABC non riporti di preciso a chi siano indirizzati i ricorsi, tempo fa un investitore dichiarò di aver subito ingenti perdite a causa della piattaforma australiana di exchange Igot, la quale responsabilità è poi ricaduta su Bitlio in seguito alla truffa di insolvibilità del 2016.

"Questi sono prodotti altamente speculativi, ed i rischi possono essere enormi", ha dichiarato John Price, Commissario per la Regolamentazione Finanziaria della Australian Securities and Investments Commission (ASIC), ai microfoni di ABC:

“È ormai ampiamente documentato che alcuni di questi prodotti siano truffe: vi prego quindi di non investire a meno che non siate pronti a perdere parte, o la totalità, dei vostri soldi."

Queste truffe toccano anche i nomi più celebri dell'industria: il cofondatore di Ethereum Vitalik Buterin ha messo in guardia su Twitter gli investitori riguardo alla presenza di imitatori che affermano di regalare criptovalute.

Alcuni di questi giveaway fasulli sono addirittura riusciti a conquistare i titoli dei giornali, riportati come legittimi.