Comprendere davvero il mondo delle criptovalute non è semplice. Anche dopo aver preso familiarità con Bitcoin ed Ethereum (e con la differenza tra Proof-of-Work e Proof-of-Stake), vi è ancora un mondo di nuovi termini da scoprire e approfondire.

Ma, ad oggi, il significato di certe parole è ignoto anche tra i crypto-appassionati più incalliti. Ecco pertanto sette termini che in pochi nella community della blockchain hanno approfondito in maniera adeguata.

Blobs

Nel film "Fluido mortale" del 1958 con Steve McQueen, il Blob è un mostro gelatinoso simile a un'ameba che terrorizza gli abitanti di una piccola città, diventando sempre più grande man mano che consuma le sue vittime.

Ma nelle crypto, in particolare in Ethereum, i blobs (Binary Large Objects) sono grandi quantità di dati non richiesti dalla Ethereum Virtual Machine (EVM). I dati dei blob vengono conservati on-chain per circa 20-90 giorni, per poi essere cancellati.

Fonte: John Iriving

Il risultato è una blockchain più economica e scalabile. Nella crypto-community, i blob vengono spesso discussi parallelamente ai rollup (il prossimo termine che tratteremo in questa lista).

Ma la parola "blob" può anche far riferimento ai pacchetti di dati conservati in sistemi d'archiviazione decentralizzati come IPFS o Filecoin. Questi blob sono crittografati e archiviati su più nodi.

Anche le transazioni sulla blockchain Monero utilizzano dei blob: in questo caso indicano i dati binari di una transazione prima che venga trasmessa alla rete. Poiché Monero è una privacy-chain, questi blob sono strutturati in modo da mantenere l'anonimato degli utenti.

Insomma, nel mondo crypto esistono un sacco di "blob" differenti.

Rollup

I "rollup" sono un modo efficiente per elaborare le transazioni sui protocolli Layer-2, liberando spazio prezioso sul Layer base. I rollup raggruppano (or "arrotolano") varie transazioni in un unico pacchetto, che viene poi inviato alla blockchain Ethereum sotto forma di un'unica transazione: questo riduce notevolmente il carico sulla rete principale.

Esistono due tipi principali di rollup, optimisticzero-knowledge (ZK) proof:

  • I rollup "ottimistici," come suggerisce il nome, presuppongono che una transazione sia valida a meno che un validatore non dimostri la sua erroneità. La validità di una transazione viene verificata soltanto in caso di controversia.
  • I ZK rollup convalidano una transazione senza rivelare alcun dato della transazione stessa. Da qui il termine "conoscenza zero." I ZK rollup offrono un risultato immediato, poiché la prova crittografica garantisce la validità dei dati.

Byzantine Fault Tolerance

"Byzantine Fault Tolerance" è uno dei termini classici della blockchain e una caratteristica fondamentale di questa tecnologia, ma la maggior parte delle persone non ha idea di cosa sia.

Il "problema dei generali bizantini" è un esercizio teorico che descrive la difficoltà nel raggiungere un consenso tra parti decentralizzate senza un'entità centralizzata affidabile. In particolare, affronta la possibilità che alcuni malintenzionati possano produrre informazioni false per ottenere un risultato negativo in un determinato scenario.

Nello specifico, il problema è esemplificato dalla situazione in cui per ottenere la vittoria è necessario che tutti i generali di un esercito attacchino Bisanzio simultaneamente. Se uno dei generali si ritira (o segnala di voler attaccare ma poi si ritira) la battaglia sarà una disfatta.

La vittoria è garantita se tutti i generali attaccano contemporaneamente (sinistra). Ma se alcuni generali segnalano di voler attaccare e poi si ritirano, gli altri saranno sconfitti (destra). Fonte: Lord Belbury

In Bitcoin, Satoshi Nakamoto ha risolto il problema dei generali bizantini utilizzando un meccanismo di consenso Proof-of-Work. La creazione di un blocco richiede un'enorme quantità di tempo e risorse da parte del miner, che è quindi incentivato a produrre informazioni accurate.

Un "Byzantine Fault" è un errore in un sistema informatico decentralizzato che mostra risultati diversi a entità differenti, proprio come nel problema dei generali bizantini. Pertanto, la "Byzantine Fault Tolerance" è la capacità di un sistema informatico di non produrre un errore di questo tipo.

Proto-danksharding

Lo "sharding" è un modo per suddividere il libro mastro di una blockchain in parti più piccole, chiamate shard

Tuttavia, "proto-danksharding" è uno dei termini più bizzarri e meno esplicativi mai entrati nel lessico del mondo crypto. "Proto" è forte l'abbreviazione di prototipo? "Dank" fa riferimento ai vostri meme preferiti? Beh, non proprio.

Proposto per la prima volta da Protolambda e Dankrad Feist, i creatori che hanno dato il loro nome all'idea, il proto-danksharding è un tipo di transazione che accetta i sopracitati "blob." Questa soluzione è stata ideata per risolvere i problemi di scalabilità di Ethereum, storicamente afflitto da un basso throughput delle transazioni e da gas fee elevate durante i momenti di maggiore congestione.

I blob sono utilizzati dai rollup per raggruppare più transazioni sul Layer-2, inviando poi questo pacchetto al Layer base di Ethereum per poterle elaborare senza sovraccaricare il network. Ma se il termine "proto-danksharding" vi sembra ridicolo, potete anche utilizzare l'altro nome di questo processo: EIP-4844.

Distributed Validator Technology (DVT)

La maggior parte degli utenti crypto ha già familiarità con i validatori che approvano le transazioni nei modelli di consenso Proof-of-Stake. 

La Distributed Validator Technology riprende questo concetto e decentralizza il processo su più validatori. Come descritto da Lido sul proprio blog:

"La Distributed Validator Technology è un sistema per la gestione dei validatori che opera in modo simile a una configurazione multisig. Invece di affidarsi a un singolo node operator, la DVT si basa su più operatori, ciascuno dei quali gestisce nodi distinti che comunicano e raggiungono collettivamente il consenso per adempiere alle responsabilità del validatore."

Questo sistema viene chiamato "Simple DVT." In definitiva, la DVT utilizza più operatori invece di dipendere da un singolo nodo, migliorando la resilienza del network e riducendo i singoli punti deboli del processo di verifica delle transazioni.

Dynamic Resharding

Il "Dynamic Resharding" è un termine relativamente nuovo che il marketing team di Near Protocol ha definito "il Santo Graal dello sharding." Ma di cosa si tratta esattamente?

Basato sul concetto di sharding di una blockchain, il resharding si verifica quando il network regola il numero di shard a seconda del carico. In altre parole, uno shard sovraccarico può diventare due shard distinti; al contrario, due shard sottoutilizzati possono diventare un unico shard.

Nonce

"Nonce" è uno di quei termini che la maggior parte dei crypto-appassionati scopre quando compie i primi passi nel mondo delle criptovalute, per poi dimenticarsene completamente.

Nella blockchain di Bitcoin, il nonce è il numero utilizzato nel block header, che viene poi sottoposto a hashing crittografico. Si tratta del numero che i miner devono indovinare, attraverso innumerevoli tentativi ed errori, per decidere chi di loro produrrà il prossimo blocco sulla blockchain.

Struttura dei dati di un blocco di Bitcoin, nonce incluso. Fonte: Research Gate

La generazione del nonce rende il processo di mining più equo e trasparente. Il processo richiede molta potenza di calcolo ed energia; spesso i miner devono regolare il nonce più volte prima di risolvere un blocco.