Secondo un think tank statunitense, le criptovalute non sono adatte al finanziamento del terrorismo

Secondo il think tank statunitense RAND Corporation, le criptovalute non soddisfano le necessità dei gruppi terroristici.

All'interno di un recente resoconto, dal titolo "Terrorist Use of Cryptocurrencies: Technical and Organizational Barriers and Future Threats", i ricercatori spiegano non soltanto come oggigiorno i terroristi utilizzano le criptovalute, ma anche come potrebbero in futuro sfruttare a proprio vantaggio questa tecnologia.

Gli autori credono che attualmente le monete digitali non rappresentano una minaccia per quanto riguarda il finanziamento del terrorismo. Tuttavia, se in futuro il livello di anonimato e sicurezza offerto dalle criptovalute dovesse aumentare, in combinazione alla mancanza di strutture normative adeguate, il rischio di utilizzo da parte dei terroristi aumenterebbe esponenzialmente.

Inoltre, finché continueranno a nascere nuovi hack legati alle criptovalute e i prezzi rimarranno instabili, è improbabile che i gruppi terroristici preferiscano le monete digitali al denaro tradizionale.

RAND Corporation è un gruppo di ricerca con sede a Washington, che conduce studi ed analisi per conto del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. 

A settembre dello scorso anno, la Camera dei Deputati aveva approvato un disegno di legge per consentire l'istituzione di una speciale task force, volta a combattere l'utilizzo delle criptovalute per fini terroristici. Tale normativa descrive inoltre una ricompensa, non superiore a 450.000$, per individui e istituzioni che forniscono informazioni importanti legate alle indagini.