L'hard fork Istanbul di Ethereum arriva in anticipo, causa una scissione del testnet

L'attivazione dell'hard fork Istanbul per l'ecosistema Ethereum è arrivata con due giorni di anticipo, causando una scissione del testnet Ropsten.

I miner su Ropsten non si sono resi conto dell'arrivo di Istanbul

Hudson Jameson, Community Manager della Ethereum Foundation, ha spiegato su Twitter che numerosi miner stanno ancora utilizzando il vecchio testnet, mentre altri sono già passati al nuovo.

Lo scorso mese, l'attivazione di Istanbul era stata posticipata ai primi giorni di ottobre. Al tempo, durante una conference call fra gli sviluppatori di Ethereum, Jameson aveva dichiarato:

"Per chiunque stesse ascoltando e non sappia come funziona, sostanzialmente scegliamo un block number che stimiamo verrà raggiunto intorno al 2 ottobre. [...] Tuttavia, la nostra previsione potrebbe risultare errata di uno o due giorni, in base a quanto velocemente nuovi blocchi verranno prodotti tra ora e quel momento."

Ma le blockchain sono sistemi estremamente complessi, e non sempre è possibile prevedere con precisione le date in cui avverranno gli aggiornamenti. Istanbul è infatti arrivato due giorni prima del previsto, a causa dei tempi di conferma dei blocchi insolitamente rapidi.

La maggior parte dei miner su Ropsten non si è ancora reso conto dell'arrivo di Istanbul, portando ad una scissione del testnet fra coloro che hanno iniziato a minare sulla nuova chain e quelli rimasti sul vecchio network.

A tal proposito Péter Szilágyi, Team Lead della Ethereum Foundation, ha spiegato su Twitter:

"Il fork Istanbul sul testnet Ropsten di Ethereum è un instabile, a causa dell'enorme quantità di miner che supportano la chain non forked."

Jameson ha infine sottolineato che lo scopo dei testnet è proprio questo, e che Ropsten rimarrà instabile fino a che la situazione non si evolverà. Non è chiaro se questo incidente avrà alcun effetto sulle tempistiche d'attivazione di Istanbul sul network principale.

La blockchain di Ethereum è quasi piena?

Lo scorso mese Vitalik Buterin, ideatore di Ethereum, ha svelato che la blockchain è quasi piena. Questo potrebbe rappresentare un ostacolo per le aziende interessate all'ecosistema:

"Quello della scalabilità è un grosso problema, perché la blockchain di Ethereum è quasi piena. Le grosse organizzazioni fanno due calcoli, e si rendono conto che se si unissero alla rete non soltanto la renderebbero ancora più intasata, ma dovrebbero competere con tutti gli altri per poter elaborare le proprie transazioni. È già un processo parecchio costoso, e a causa della scarsa scalabilità potrebbe diventarlo fino a cinque volte di più. È questo il motivo che impedisce alla gente di unirsi al network."