Secondo quanto riportato dal quotidiano The Spokesman Review, la città di Ephrata, nello stato di Washington, sospenderà il mining di criptovalute per i prossimi 12 mesi.

Il blocco inciderà solo sulle nuove attività, mentre le quattro già esistenti, due delle quali si trovano nel porto di Ephrata, continueranno ad operare normalmente, anche se a detta dell'amministratore della città Wes Crago sarebbe in corso il loro ricollocamento in un'altra zona.

La decisione è stata presa durante una votazione del consiglio comunale, con sei membri a favore della nuova regolamentazione e solo un commissario, Matt Moore, contrario.

Moore ha osservato che anche solo un divieto temporaneo potrebbe rappresentare una minaccia per lo sviluppo economico della zona, poiché pone di fatto l'industria delle criptovalute "fuori dalle competenze della città".

Kathleen Allstot, membro del Consiglio, ha chiarito che il nuovo divieto prevede una "sospensione" di un anno per vedere meglio "cosa sta succedendo" nel settore e per scoprire come si evolverà il business del mining sia ad Ephrata che nella contea di Grant.

Le imprese di mining sono diventate sempre più popolari nelle città vicine al bacino del Columbia, a causa dei prezzi particolarmente competitivi dell'energia elettrica. Tuttavia, la crescita delle aziende di mining ha creato alcuni inconvenienti per i residenti, che si sono trovati di fronte a vari disservizi della rete elettrica locale.

Non è un caso che una delle aziende di mining più grandi al mondo, GigaWatt, si trovi proprio nel Washington. I prezzi dell'energia elettrica nello stato sono i più bassi di tutti gli Stati Uniti: un kWh costa solo 0,0956$ per i clienti residenziali e 0,00842$ per le aziende.