La Ethereum Foundation ha lanciato degli "attack network" basati su Ethereum 2.0: queste reti offrono ai ricercatori di sicurezza informatica un ambiente sandbox nel quale poter lanciare attacchi a ETH 2.0 e tentare di sfruttare potenziali falle.
Attualmente esistono due attack network, basati sui client Lighthouse e Prysm e realizzati rispettivamente da Sigma Prime e Prysmatic Labs.
Queste reti sono in tutto e per tutto dei "network reali", è possibile leggere nell'annuncio di lunedì, nonostante presentino alcune limitazioni: sarà possibile impiegare soltanto quattro nodi e 128 validatori, rispetto alle svariate migliaia previste per Ethereum 2.0.
Anche i depositi sono stati disabilitati: ciò vuol dire che gli hacker dovranno testare "attacchi non basati sui validatori". Lo scopo degli assalitori sarà quello di "prevenire la finality per 16 epoch consecutive" su un singolo network, adoperando "ogni mezzo necessario". In altre parole, gli hacker dovranno riuscire a rendere Ethereum 2.0 non utilizzabile e poco sicuro per almeno 102 minuti.
Gli hacker che riusciranno ad aggirare la sicurezza del network riceveranno una ricompensa di 5.000$.
Lo sviluppo di Ethereum 2.0 prosegue
Gli sviluppatori di Ethereum continuano a lavorare sulla versione 2.0 del network. A giugno è stato lanciato il testnet Altona, il primo a fare uso della spec 0.12.1: si tratterà dell'ultimo "devnet", il cui scopo è quello di eliminare i bug più gravi, di ETH 2.0 prima dell'introduzione di un testnet per il grande pubblico.
Gli attack network rappresentano una fase molto importante del processo di sviluppo, in quanto incentivano la community a trovare potenziali vulnerabilità non ancora identificate durante i test preliminari.
Justin Drake, ricercatore di Ethereum 2.0, ha previsto che la data di lancio più probabile per il mainnet sia gennaio del prossimo anno, prendendo in considerazione diversi mesi di testing ed eventuali vacanze per gli sviluppatori.
Tuttavia Vitalik Buterin, noto cofondatore di Ethereum, è in disaccordo con queste tempistiche: a suo parere la Phase 0 dovrebbe essere lanciata entro la fine del 2020, anche se questo comporterebbe l'esecuzione di una quantità inferiore di test.
A luglio, Buterin ha ammesso di aver sottovalutato la mole di lavoro necessaria per implementare lo sharding e completare il passaggio della blockchain da un sistema di consenso Proof-of-Work (PoW) a uno Proof-of-Stake (PoS).