In data odierna l'Organizzazione europea dei consumatori (BEUC) – gruppo che comprende 46 organizzazioni indipendenti di consumatori di 32 Paesi – ha pubblicato un rapporto intitolato: "Hype or harm? La grande crypto-truffa sui social media". Nel documento di 20 pagine, il gruppo afferma che i consumatori non siano del tutto consapevoli dei rischi associati alle criptovalute.
Oggi il BEUC e i gruppi di consumatori di 8 paesi hanno avviato un'azione contro TikTok, Instagram, Twitter e YouTube per aver favorito la promozione ingannevole di asset crypto sui social media. Abbiamo presentato una denuncia alla @Commissione UE ed alle autorità dei consumatori.
Today BEUC & consumer groups in 8 countries are taking action against TikTok, Instagram, Twitter & YouTube for facilitating the misleading promotion of crypto assets on social media . We've filed a complaint with @EU_Commission and consumer authorities: https://t.co/b6NYsBl4VM pic.twitter.com/w5iLMy4h1i
— The Consumer Voice (@beuc) June 8, 2023
Il rapporto trae dei casi da Instagram, YouTube, Twitter e TikTok, definendoli "operatori chiave" nella pubblicità inerenti prodotti crypto. Nel caso di Facebook, viene evidenziato come le inserzioni sulle criptovalute aggirino le norme che vietano la promozione di piattaforme finanziarie non autorizzate. L'annuncio recita:
"TikTok, Instagram, Twitter e YouTube sono responsabili di aver permesso la proliferazione di crypto annunci ingannevoli attraverso inserzioni e influencer. Si tratta di una pratica commerciale scorretta, che espone i consumatori a gravi rischi (perdita di ingenti somme di denaro)".
In merito a Twitter, il rapporto si sofferma sulla tendenza di Elon Musk a coinvolgere Doge, la mascotte di Dogecoin (DOGE), nonostante la piattaforma proibisca gli annunci sulle criptovalute. Il BEUC cita anche i cosiddetti "finfluencer" come "un'importante risorsa di informazioni" per il pubblico più giovane.
Malgrado gli sforzi dei regolatori nazionali per combattere la pubblicità ingannevole, il fenomeno risulta ancora privo di un approccio strutturato. Secondo il rapporto, esiste già una base giuridica per adottare misure a livello dell'Unione europea – la direttiva sulle pratiche commerciali sleali – ed un organismo che ne dirige l'applicazione denominato Consumer Protection Cooperation Network (CPCN).
"Il problema continua ad essere affrontato principalmente a livello nazionale, mentre richiederebbe un approccio comune da parte della Rete CPC che agisce collettivamente sulla base dell'UCPD e si rivolge alle piattaforme utilizzate per la promozione degli asset crypto e dei servizi correlati."
Il rapporto invita il CPCN a sollecitare le piattaforme di social media ad implementare requisiti più severi per le loro politiche pubblicitarie, tra cui il divieto per gli influencer di promuovere prodotti crypto nei loro termini d'uso, ed a presentare relazioni alla Commissione europea sull'efficacia delle misure adottate.
Nel frattempo, in Francia, il Senato ha approvato un emendamento che consente alle società crypto registrate di assumere influencer sui social media per scopi pubblicitari e promozionali.
Traduzione a cura di Walter Rizzo