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Turner Wright
Scritto da Turner Wright,Giornalista di redazione
Ana Paula Pereira
Revisionato da Ana Paula Pereira,Redattore

La Commissione europea invita 12 paesi ad attuare le norme fiscali sulle crypto

La Commissione europea ha inoltre richiamato l’Ungheria per il mancato rispetto del quadro Markets in Crypto-Assets (MiCA) dell’UE, a seguito di una modifica della normativa nazionale

La Commissione europea invita 12 paesi ad attuare le norme fiscali sulle crypto
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La Commissione europea ha dichiarato che invierà lettere di messa in mora a 12 Paesi per non aver pienamente attuato le norme dell’Unione Europea sulla rendicontazione fiscale degli asset digitali.

Nel pacchetto infrazioni di gennaio, pubblicato venerdì, la Commissione — l’organo dell’UE responsabile di proporre la legislazione e di vigilare sul rispetto delle leggi e dei regolamenti da parte degli Stati membri — ha precisato che Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Spagna, Cipro, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia e Portogallo riceveranno comunicazioni formali “per attuare integralmente le nuove norme in materia di trasparenza fiscale e scambio di informazioni sui crypto-asset”.

Richiamando le direttive UE, la Commissione ha aggiunto che concederà agli Stati membri due mesi per rispondere e conformarsi alla lettera; in caso contrario, “potrebbe decidere di emettere un parere motivato”.

La direttiva fiscale della Commissione europea, che ha ampliato il quadro normativo dell’UE sugli asset digitali, impone agli Stati membri di “adattarsi ai nuovi sviluppi dei diversi mercati e, di conseguenza, di contrastare efficacemente i comportamenti individuati di frode, evasione ed elusione fiscale”, richiedendo ai crypto-asset service provider di comunicare determinati dati relativi agli utenti e alle transazioni.

L’approccio è in larga misura allineato al quadro di riferimento dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) in materia di crypto-asset.

Nella stessa comunicazione, la Commissione ha inoltre citato l’invio di una lettera di messa in mora alle autorità ungheresi per il mancato rispetto del quadro normativo dell’UE sui mercati delle criptovalute, il regolamento Markets in Crypto-Assets (MiCA), concedendo al Paese due mesi di tempo per rispondere.

Secondo la Commissione, alcuni crypto-asset service provider hanno sospeso o interrotto determinate attività a seguito di una modifica della legge ungherese relativa ai cosiddetti “servizi di validazione degli exchange”.

“Sebbene l’Ungheria miri a rafforzare le tutele antiriciclaggio (AML/CFT), tali misure devono rimanere compatibili con il MiCA”, ha dichiarato la Commissione europea.

Il quadro normativo MiCA sta procedendo

Da quando i legislatori dell'UE hanno approvato il MiCA nel 2023, i requisiti per gli emittenti di token e i crypto asset service provider sono stati implementati in più fasi per dare alle aziende la possibilità di adeguarsi.

In base al quadro normativo, la maggior parte delle società crypto che operavano prima del dicembre 2024 hanno tempo fino al 1° luglio per adeguarsi a tutti i requisiti del MiCA o cessare di offrire i propri servizi, sebbene alcuni Stati membri abbiano abbreviato questo periodo di adeguamento.

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