Stando a Chainalysis, nel 2019 i maggiori exchange di criptovalute avrebbero cessato di presentare dati falsi circa i volumi delle loro transazioni. La società newyorkese impegnata nella raccolta e nell’elaborazione dei dati sull’ambiente blockchain ha rilevato che vi sono comunque ancora degli exchange che probabilmente incrementano artificialmente i loro volumi per simulare un’attività di mercato e una liquidità maggiori rispetto a quelli reali.

Nello studio pubblicato da Chainalysis sono stati presi in esame i primi 10 exchange di criptovalute, anche noti come i "Bitwise 10", considerati gli unici grandi exchange ad aver dichiarato i loro volumi effettivi. Queste piattaforme sono Binance, Bitfinex, Kraken, Bitstamp, Coinbase, BitFlyer, Gemini, itBit, Bittrex e Poloniex. 

Bitwise 10 vs. gli altri exchange

Chainalysis ha sfruttato i Bitwise 10 come campione rappresentativo di grandi exchange che dichiarano i loro effettivi volumi di transazioni, e hanno messo a confronto i dati di tali realtà con quelli di altri exchange, al fine di rilevare eventuali attività sospette. In particolare, Chainalysis ha osservato che tra gennaio 2018 e novembre 2019 il rapporto medio tra il volume di transazioni generali e il volume delle transazioni on-chain ottenute dai Bitwise 10 si attesta a 6:1. Ciò significa che per ogni Bitcoin ricevuto on-chain, i Bitwise 10 registrano 6 Bitcoin in termini di volume di transazioni. 

Chainalysis ha poi analizzato 25 ulteriori exchange con considerevoli volumi on-chain. La società di statistica ha infine identificato 12 exchange il cui rapporto volume di transazioni / volume on-chain si è allontanato in maniera significativa da quello dei Bitwise 10 nel 2018, ma che ha da allora subito un calo in linea con il campione rappresentativo. I 12 exchange in questione sono Huobi, OKCoin, UPbit, Bithumb, Bit2c, Bitbank, Bitso, CoinCheck, Coinfloor, CoinOne, Korbit e Zaif. 

Dal 2019, 12 exchange fra cui Huobi e Bithumb non dichiarano più volumi fittizi

Stando ai dati analizzati, Chainalysis ha concluso che probabilmente questi 12 exchange dichiaravano volumi di transazioni fittizi nel 2018, in particolare tra luglio 2018 e gennaio 2019. Dal 2019 i rapporti tra i volumi di questi exchange si sono attestati più in linea con quelli dei Bitwise 10: questo è sintomo del fatto che hanno cessato di dichiarare volumi non corrispondenti al vero.

Rapporto tra Bitcoin oggetto di transazioni e Bitcoin ricevuti on-chain. Fonte: Chainalysis

Alcuni exchange starebbero ancora dichiarando volumi falsi

Sebbene la maggior parte degli exchange abbia cessato di dichiarare il falso, vi è comunque un certo numero di piattaforme le cui attività rimangono sospette. Stando a Chainalysis, alcuni exchange hanno infatti dichiarato un rapporto di 40.000:1 tra gennaio 2019 e novembre 2019: una cifra di gran lunga superiore al rapporto rapporto 6:1 dei Bitwise 10. 

Il 95% dei volumi sugli exchange non regolamentati sarebbe fittizio

Il nuovo studio di Chainalysis fa seguito a un rapporto di Bitwise Asset Management, in cui si asserisce che il 95% dei volumi sugli exchange non regolamentati non corrisponderebbe al vero.

CoinMarketCap ha lanciato questo mese un nuovo strumento per mettere a confronto gli exchange e le coppie di token in base alla liquidità. Questo contribuirà a evitare la manipolazione dei dati da parte degli exchange stessi.