Il 22% degli investitori istituzionali possiede già criptovalute, svela un sondaggio di Fidelity Investments

Fidelity Investments, società di gestione patrimoniale con sede negli Stati Uniti, ha recentemente pubblicato i risultati di un nuovo sondaggio, secondo il quale il 22% degli investitori istituzionali possiede già monete digitali.

L'azienda, viene spiegato all'interno del resoconto, ha intervistato 411 istituzioni d'investimento statunitensi: il 40% dei partecipanti al sondaggio si è detto disposto ad investire in asset digitali entro i prossimi cinque anni. Inoltre, il 47% ha affermato che nel proprio portfolio d'investimento c'è spazio per asset digitali.

Gran parte degli investitori (72%) preferisce acquistare prodotti basati su criptovalute, mentre soltanto il 57% si è detto disposto ad interagire con asset crittografici in maniera diretta. A tal proposito Tom Jessop, presidente di Fidelity Digital Assets, ha commentato:

"Abbiamo assistito ad una maturazione dell'interesse negli asset digitali dagli early adopter alle istituzioni tradizionali, come family office e fondi di dotazione."

Per quanto riguarda invece le ragioni del proprio interesse negli asset digitali, il 46% degli intervistati trova stimolante la bassa correlazione fra il valore delle criptovalute e quello degli asset tradizionali. Consulenti finanziari (74%) e family office (80%) apprezzano inoltre molte delle caratteristiche delle monete digitali.

Al tempo stesso, regolamentazioni poco chiare, forte volatilità e fondamenta ancora instabili sono i principali motivi che attualmente impediscono l'investimento in questo settore.

Stando ad un sondaggio pubblicato lo scorso mese dalla società di venture capital Blockchain Capital, l'11% della popolazione statunitense possiede Bitcoin (BTC).