Se la finanza tradizionale rimarrà indietro se non adotterà le nuove tecnologie come la blockchain e le criptovalute: è l'opinione di alcuni esperti intervenuti al Forum economico mondiale (WEF) di Davos, in Svizzera.
Riccardo Spagni, ex lead maintainer di Monero, mettendo a confronto l’evento di quest’anno con quello del 2019 ha osservato nuovamente la presenza di banche ed enti regolatori “di vecchio stampo”.
A tal proposito Spagni, conosciuto in rete anche con il nickname di Fluffypony, ha commentato:
"A mio avviso, tramite molti eventi come questo e altri sul tema blockchain stiamo cominciando a mostrare loro che, se non si adattano e non cambiano, ne usciranno sconfitti perché la nuova finanza sostituirà la vecchia finanza."
Rivoluzione fintech
Sin dalla corsa all’oro delle criptovalute del 2017, molte realtà tradizionali hanno adottato diverse nuove tecnologie, fra le quali anche la blockchain.
Il gigante del settore bancario JPMorgan Chase ha aderito al movimento annunciando la propria stablecoin basata su blockchain, il JPM Coin, nel 2019. Anche molti altri attori del mercato tradizionale, come Amazon e Citibank, hanno deciso di partecipare alla rivoluzione blockchain.
“In questo momento il settore della fintech sta registrando un livello incredibile di innovazione”, ha dichiarato Mattia Rattagli, founder di METI Advisory, aggiungendo quanto segue:
“Penso che le banche abbiano capito che, se non innovano al più presto e in maniera radicale, perderanno in termini di ritorni”.
Innovazione nel 2020
Il Forum economico mondiale 2020 si svolge tra il 21 e il 24 gennaio: si tratta di un'occasione nella quale le personalità al vertice dell’imprenditoria e della politica da tutto il mondo si incontrano in un unico luogo.
Cointelegraph è riuscito a intervistare Daniel Haudenschild, presidente di Crypto Valley, il quale a proposito del 2020 ha dichiarato:
"Il 2020 per noi è l’anno dedicato all’infrastruttura. Vediamo che entrano nel mercato attori migliori (investitori istituzionali, società di gestione patrimoniale), i quali sono spesso delusi dai tassi di interesse negativi e dalla mancanza di investimenti alternativi."
“Grazie a questi investimenti istituzionali, nuove categorie di asset entrano in gioco. Mi riferisco a titoli tokenizzati, commodity tokenizzate, commodity digitali”, ha aggiunto Haudenschild, il quale ha altresì osservato la presenza di un rinnovato interesse che non fa che giovare all’ecosistema.