In Germania, l'Ufficio Federale per Migrazione e Rifugiati (BAFM) ha affermato che la tecnologia blockchain potrebbe migliorare enormemente le procedure di accoglienza. Recentemente l'istituzione ha completato con successo una proof-of-concept, i cui risultati sono stati riportato all'interno di un white paper.
L'esperimento si è concentrato sul valutare il potenziale della blockchain di supportare i due aspetti fondamentali delle procedure di asilo: creazione di identità digitali sicure ed affidabili, e miglioramento della comunicazione e della collaborazione fra autorità municipali, statali e nazionali.
Per questa proof-of-concept è stata utilizzata una blockchain privata e permissioned basata su Ethereum, che utilizza un algoritmo di consenso proof-of-authority.
Nel white paper, l'istituzione spiega che la blockchain potrebbe consentire la creazione per i rifugiati di identità digitali impossibili da manomettere, basate sui dati biometrici ottenuti al momento della registrazione iniziale. Gli autori del documento propongono pertanto una soluzione basata su registri distribuiti, che possa avere effetti positivi per l'intera Unione Europea:
"La blockchain potrebbe essere un 'agevolatore digitale' per il federalismo europeo nel contesto dell'accoglienza. [...] Le identità digitali sono per loro natura nazionalmente agnostiche, e potrebbero supportare l'unità europea ad un livello fondamentale."
Nel white paper viene anche spiegato che la General Data Protection Regulation (GDPR) rappresenta un duro ostacolo per lo sviluppo della blockchain in Europa. Ciononostante, potrebbero essere realizzate architetture decentralizzate conformi alla legge sulla privacy.