Hong Kong, il movimento di protesta antigovernativo sta pian piano spingendo la popolazione ad adottare le criptovalute. A dodici settimane dall'inizio dei disordini politici, i business locali hanno infatti iniziato ad accettare pagamenti in monete digitali decentralizzate.

Domanda per criptovalute in continuo aumento

Come riportato da Yahoo! Finance, il centro commerciale Pricerite ha annunciato che avrebbe permesso pagamenti in Bitcoin (BTC), Litecoin (LTC) e Ether (ETH) in ognuna delle sue quattordici sedi a Hong Kong. L'azienda consentirà anche di convertire rapidamente le criptovalute in dollari di Hong Kong grazie a Lightning Network, la rete second layer di Bitcoin.

La società Genesis Block ha inoltre installato all'interno della città 14 distributori automatici di criptovalute. Lo scorso mese la medesima compagnia aveva iniziato a distribuire fra la popolazione bottiglie d'acqua e ombrelli, acquistati grazie a donazioni in Bitcoin Cash (BCH) da parte della comunità internazionale.

L'incremento d'interesse nelle criptovalute è soltanto l'ultimo esempio di un più ampio attivismo economico. Questo mese i manifestanti hanno iniziato a prelevare in massa quanto più denaro possibile dai propri conti bancari, oppure a convertire la valuta locale in dollari statunitensi.

Le tensioni politiche fanno impennare il prezzo di Bitcoin

Stando ai dati raccolti da LocalBitcoins, piattaforma per lo scambio peer-to-peer di monete digitali, nelle scorse settimane il valore di Bitcoin a Hong Kong è notevolmente aumentato, dimostrando un improvviso incremento della domanda per la principale criptovaluta.

Questo evento sottolinea come Bitcoin venga considerato un rifugio sicuro dove riporre la propria ricchezza durante i periodi di forte instabilità finanziaria. A tal proposito Rayne Steinberg, CEO del fondo d'investimento in criptovalute Arca, aveva commentato:

"Bitcoin sta divenendo una sorta di ultima risorsa in aree afflitte da estrema svalutazione monetaria e incertezze politiche."