Ecco come l'industria delle schede grafiche ha imparato ad amare il mining di criptovalute

Osservando la crescita dei profitti dei più grandi produttori mondiali di GPU, è chiaro che le criptovalute hanno avuto un effetto potente (e forse persino duraturo) nel settore della produzione di schede video. Quest'aumento brusco e improvviso può essere spiegato dai rialzi dei prezzi registrati negli ultimi due anni. Anche se può sembrare impossibile, qualche mese fa i produttori di schede video non davano nessuna importanza ai miner. Ora invece li considerano come una vera e propria generazione di nuovi clienti.

Come i miner hanno fatto decollare l'industria

Analizzando un grafico che confronta la crescita dei prezzi di bitcoin a quella delle azioni di NVidia, uno dei principali sviluppatori di schede grafiche, si può notare una correlazione diretta. Anche il prezzo delle azioni di NVIDIA Corporation è aumentato di oltre l'80% nel 2017. La cosa sorprendente è che per i dieci anni precedenti era rimasto relativamente stabile.

Discorso simile per Advanced Micro Devices (AMD): la compagnia ha guadagnato il 25% durante il 2017, incremento decisamente maggiore a quello di tutti gli anni precedenti, tranne che per il 2010, nel quale ha sfiorato il 20%.

Il prezzo delle azioni della compagnia hanno subito un duro colpo verso fine 2015, per poi risalire improvvisamente nel 2016 e nei due anni successivi, con qualche correzione qua e là. Di nuovo, questo pattern è quasi identico a quello che abbiamo visto nel mercato delle criptovalute.

A fine maggio, il prezzo delle azioni del produttore di GPU ASUS ha registrato un netto calo, calo che però è stato subito invertito quando la compagnia ha annunciato il rilascio della sua seconda generazione di schede madri pensate per il mining, il 30 marzo 2018.

Una relazione complicata

Nonostante le prove schiaccianti sulla crescita che le criptovalute hanno generato per l'industria delle schede video, i produttori non hanno sempre sfruttato al massimo l'opportunità.

A gennaio, NVidia ha rilasciato una dichiarazione nella quale incoraggiava i propri partner commerciali a limitare la vendita delle loro schede grafiche ai miner, per paura che la loro clientela principale, ossia i videogiocatori, restasse fuori dal mercato.

"Per NVIDIA, i giocatori vengono prima di tutto. Tutte le attività relative alla nostra linea di prodotti GeForce sono rivolte al nostro pubblico principale. Per garantire che gli utenti GeForce continuino ad avere una buona disponibilità di schede grafiche anche nella situazione attuale, consigliamo ai nostri partner commerciali di prendere le misure appropriate per soddisfare le esigenze dei giocatori."

L'annuncio è stato probabilmente pubblicato in risposta alle frequenti carenze di scorte registrate nel 2017 e ad un aumento del prezzo di vendita delle GPU mai visto prima, che a volte arriva a raddoppiare o addirittura a triplicare quello di listino.

Anche AMD ha avuto problemi simili. Mentre NVidia ha riconosciuto il ruolo che l'industria del mining ha avuto nella sua crescita record, AMD, d'altra parte, ha ricordato agli investitori che tale attività non fa parte della loro strategia di crescita a lungo termine.

"Nel quarto trimestre del 2017 abbiamo avuto una crescita significativa nel business delle GPU (non correlata alle blockchain) quando abbiamo lanciato i nostri prodotti Radeon Vega, i nostri prodotti per il GPU computing e stretto nuovi accordi con Apple. Apprezziamo il tempo e l'attenzione che gli investitori continuano a dimostrare per blockchain e criptovalute, ma vorremmo anche dare la giusta importanza alle altre opportunità di crescita dell'azienda."

In passato AMD è stata molto cauta nei confronti dell'industria del mining, e quando ha cercato di chiarire la sua posizione è persino arrivata al punto di definire le criptovalute una semplice "distrazione".

Sembrerebbe che la più grande preoccupazione per i produttori di schede video sia la volatilità del mercato, che può causare risultati di vendita imprevedibili, nonostante il mining abbia aumentato significativamente i loro bilanci. Al contrario, il mercato dei ricercatori e dei gamer ha sempre generato uno stabile flusso di entrate.

Concentrarsi sul settore delle criptovalute è considerato un azzardo. Spingendo fuori dal mercato i videogiocatori con carenze di scorte e aumenti di prezzi, si rischia di perdere un'importante e fedele fetta di clienti. D'altra parte, se le case incrementassero la produzione di schede grafiche per soddisfare la domanda e il mercato delle criptovalute dovesse subire un calo improvviso, il mercato dell'usato verrebbe invaso da miriadi di GPU, causando una svalutazione dei prezzi delle schede video e generando giacenze in magazzino difficili da smaltire.

Come ha affermato ASUS in un recente comunicato stampa, "Il mining è una questione di numeri, è redditizio solo se il valore delle criptovalute generate supera il costo di produzione."

Anche altri fattori, come il passaggio di ethereum da un meccanismo di consenso di tipo POW ad uno di tipo POS, potrebbero far desistere i produttori di schede video dall'entrare sul serio nel mercato del mining.

In realtà è una questione di apparenza

Nonostante queste preoccupazioni, i produttori hanno comunque adattato le loro attività in modo da trarre beneficio dall'industria del mining.

AMD ha lanciato un driver software specifico per il mining di criptovalute, e in passato il CEO Lisa Su ha dichiarato che la società è "molto disposta" a partecipare al settore delle blockchain.

ASUS ha rilasciato la seconda scheda madre da mining in un anno, mentre NVidia è stata premiata dal MIT come migliore azienda al mondo per lo sviluppo bitcoin ed ethereum. Il CEO di NVidia Jensen Huang ha inoltre ammesso che le criptovalute hanno avuto un ruolo significativo nell'aumento delle vendite dell'azienda.

Quello che dobbiamo ricordare è che, in definitiva, queste società sono ancora organizzazioni in cerca di profitto, che si concentrano soprattutto sui loro bilanci. Anche se dichiarano di non voler sfruttare appieno l'industria del mining, le loro azioni indicano il contrario.

Forse tentano solo di rassicurare la loro clientela principale (i gamer) e di proteggere loro stesse dalla volatilità del mercato delle criptovalute.

Ma dal momento che l'obbiettivo principale di una compagnia è quello di generare profitti, non possono ignorare le enormi entrate derivanti dall'industria del mining, come evidenzia un utente di reddit:

"Le aziende di schede video non possono ignorare il mercato: è troppo grande, e se non rispondo alla domanda, lo farà qualcun altro. È molto improbabile che decidano di vietare il mining. Solo ethereum vale 7 miliardi di dollari all'anno, un'enormità rispetto ai milioni dell'anno scorso. Non si possono biasimare i miner solo perchè hanno fatto una scelta razionale e calcolata."

Sviluppi futuri

NVidia ha pubblicato i dati delle vendite del primo trimestre 2018 relative al mining, che, assestandosi a 289 mln di dollari, sono state "superiori alle attese". Tuttavia, la società ha affermato che questa cifra sarà molto più bassa nel secondo trimestre. Si prevede infatti un calo delle vendite di circa due terzi.

AMD ha dichiarato che "la domanda di schede video rimarrà forte per tutta la prima metà del 2018" e che "il mining di criptovalute ha contribuito per circa il 10% (o forse più) del fatturato annuale dell'azienda, e per un terzo della crescita sequenziale pari a 140 mln di dollari". Per il 2018, la società prevede una crescita a doppia cifra.

Naturalmente, le operazioni di queste aziende si estendono ben oltre il mining di criptovalute. A prescindere dal settore del gaming, gli utilizzi delle GPU nell'intelligenza artificiale e nel machine learning, tra le altre tecnologie, aumentano a vista d'occhio. Sembrerebbe quindi che i produttori di schede video abbiano diverse opzioni.

Possono tentare di impedire che i miner monopolizzino le schede video oppure spingere fuori dal mercato la loro fedele clientela costituita da giocatori e ricercatori. Tuttavia, ciò sarebbe complicato, e significherebbe in ogni caso rinunciare ad una parte significativa di profitti.

Un'altra opzione è quella di continuare a cavalcare l'onda, rilasciando al contempo hardware specifico pensato per le attività di mining. Il mercato delle criptovalute potrebbe oscillare su e giù, ma è improbabile che muoia in poco tempo. Ciò tuttavia potrebbe continuare ad alienare i giocatori.

In ogni caso, si prevede che l'industria delle GPU si troverà di fronte ad un'altra annata eccezionale, ed è chiaro che il mining ha già cambiato per sempre la produzione e la distribuzione delle schede video.